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Vita
Biografia molto incerta. Dal proemio del suo III libro si può dedurre che fosse originario della Tracia o della Macedonia e, inoltre, dovrebbe essere nato intorno al 20 a.C. e morto intorno al 50 d.C.

Fedro introdusse a Roma la prima raccolta di favole esopiche creando un genere letterario nuovo ed autonomo. Compose cinque libri di favole esopiche, con protagonisti animali e piante; si pensa che questi libri contenessero altre favole, tant'è che Perotti scoprì un codice perduto, che prende il nome di Appendix Perottina, contenente all'incirca una trentina di favole.

Fedro si ispira appunto alla favola esopica, introducendo però diverse novità; Fedro scriveva i suoi racconti in versi e non in prosa, come faceva Esopo, usa come metro il senario giambico, usa l'aneddoto storico e introduce all'interno delle sue favole la "novella milesia", che è un racconto "piccante" inventato.

Fedro con le sue opere vuole mostrare la vita degli uomini com'è realmente, unendo propositi moraleggianti e artistici. Inoltre, con le sue favole vuole soprattutto istruire attraverso la morale, vuole far sentire il punto di vista delle classi inferiori, in un mondo dominato dai potenti. Il sentimento che si ritrova in tutte le favole di Fedro è un rassegnato pessimismo, un malinconico senso dell'immutabilità delle cose.

N.B.: Pubblica le prime favole sotto il principato di Tiberio. Ricorda di aver partecipato ad un processo in cui Seiano era stato accusatore, testimone e giudice; ottiene, inoltre, la protezione di Eutico al quale dedica il III libro.

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