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Sofocle: “Segugi”


Vissuto nel V sec. a.C. all’epoca del massimo splendore di Atene, Sofocle rispecchia nelle sue opere l’ideale di sereno equilibrio che la cultura greca si poneva in quegli anni. Ma egli è tra i tre tragici il più imprevedibile stilisticamente. Non ha più lo slancio religioso di Eschilo e non conosce il razionalismo di Euripide. La lucida consapevolezza dell’infelicità umana è unita al sentimento della dignità propria di ogni sofferenza. L’ analisi razionale coesiste con la percezione delle forze oscure cui soggiace il destino degli uomini.
Sofocle nacque ad Atene, nel demo di Colono, nel 497 a.C. Di famiglia molto ricca, ricevette una educazione raffinata. Amico di Pericle, partecipò alla vita pubblica con cariche importanti. Scrisse circa 130 tragedie, ne rimangono solo sette e 400 versi del dramma satiresco “I segugi”.
I 400 versi di questo dramma satiresco ci sono stati tramandati dal papiro di Ossirinco IX 1174, anche se sono mutili specie nelle parti corali. Di difficile datazione, forse fu rappresentato insieme all’ “Edipo re”. Le rappresentazioni teatrali nell’antica Grecia prevedevano, infatti, l’esposizione di una trilogia di tragedie e di un dramma satiresco.
Apollo assicura una forte ricompensa a chi ritrovi le vacche rubate da ignoti. Sileno contratta il prezzo ed ottiene la promessa della libertà. I satiri iniziano la ricerca ma si trovano di fronte ad un intricato groviglio di orme.
All’improvviso sentono un rumore, la ninfa Cillene racconta che il piccolo Ermete, affidato alle sue cure, ha creato una lira dal corpo di una testuggine e dalla pelle bovina. La scoperta è fondamentale: Ermete ha rubato i bovini per creare lo strumento musicale. Denunciano il colpevole. Qui si interrompe il papiro , forse avveniva la conciliazione, forse il furfante rubava anche l’arco ad Apollo.
Il mito omerico trova in Sofocle una nuova unità, nella geniale connessione del furto delle vacche con l’invenzione dello strumento. Tuttavia il dramma non ha nulla di eccelso. C'è un misurato garbo ed una festosità esuberante. La poesia è sostenuta dal fascino della musica, sentito e comunicato con emozione.
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