blakman di blakman
VIP 9176 punti

Versi di riflessione

Benchè nell'antichità la fama di Semonide si fondasse soprattutto sull'invettiva contro le donne,il nostro poeta meriterebbe piuttosto essere apprezzato per un tipo di poesia di riflessione,in cui espresse,con dolorosa intensità,la profonda angoscia dell'esistenza umana,che gli appariva desolatamente priva di qualunque possibilità di consolazione e di conforto. Questo tema era da sempre presente nella poesia greca:per Omero gli uomini erano simili alle foglie,che spuntano in primavera e muoiono in autunno;in Esiodo domina la triste consapevolezza che la vita dell'uomo non è che una serie di mali;per Archiloco,non c'è possibilità,per i mortali,di sottrarsi alle sventure,retaggio inevitabile dell'esistenza. Tuttavia,l'eroe omerico trova conforto nella gloria e ne ricordo delle sue gesta;la morale esiodea addita i saldi punti di riferimento del lavoro e della giustizia;Archiloco si aggrappa alla libera espressione dei sentimenti ed alla virile forza della sopportazione;agli occhi di Semonide,invece,nessuno spiraglio di luce rischiara i tenebroso abisso della condanna umana. Tutti gli ideali e i valori esistenziali,che la cultura aristocratica aveva saputo offrire all'uomo come rimedio della dolente consapevolezza della propria condizione,si disgregano e scompaiono di fronte alla lucida desolazione di questa analisi,in cui anche la speranza perde ogni capacità di consolazione per ridursi a una nuova vuota illusione,che paradossalmente spinge l'uomo a cercare un motivo di sopravvivenza nel tormento stesso dell'esistere.

Ragazzo mio,Zeus ha nelle mani
il fine di tutto quanto esiste;e tutto regola come vuole.
Agli uomini non è dato capire: ma effimeri
viviamo come bestie,e non sappiamo
come la divinità ci farà finire.
Speranza e fiducia ci nutrono tutti,
mentre ci affanniamo a vuoto; e alcuni
aspettano che arrivi un giorno,altri che volgano gli anni.
Non c'è nessuno,fra i mortali,che non creda
che per il nuovo anno sarà ricco e felice.
Ma la vecchiezza amara coglie l'uno
prima che raggiunga la meta; tristi malattie
consumano altri,fra i mortali; altri ancora,
domati da Ares, Ade li spinge sotto la terra nera.
....

Hai bisogno di aiuto in Letteratura Greca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email