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Semonide di Amorgo

Semonide nacque nella seconda metà del VII secolo a.C. nell’isola di Samo anche se, solitamente, era chiamato con l’appellativo di ‘Amorgo’ poiché partecipò alla spedizione in quell’isola dell’Egeo. Dai frammenti superstiti notiamo che il poeta era caratterizzato da un aspetto pessimistico ed uno misogino. Il suo lato pessimistico è indirizzato alla condizione imperfetta della vita umana caratterizzata dall’ignoranza e dalla sofferenza. ("Vivere una vita tra speranze e illusioni poiché nessuno sa dove andrà a finire, all’infuori di Zeus. Nulla è senza dolore in questa vita mortale. È lungo il tempo della morte, mentre viviamo per pochi anni").

In una raccolta definita ‘satira delle donne’, in stile catalogico, descrive i vari tipi di donne affiancandole ad un animale prima, agli elementi naturali dopo. Richiama così il mondo umano-animale, tipico delle favole, per far emergere i difetti delle donne (donna-lupo = maligna; donna-scrofa = trascurata;) e solo l’ultima, la donna-ape, è esaltata poiché modello di famiglia e prosperità. Nell’ultima parte esalta gli aspetti negativi della stirpe femminile e che lo stare con una donna significa essere nei guai (richiama Esiodo col mito di Pandora). Questo aspetto, definito misogino, dobbiamo ritenerlo come, molto probabile, legato ad un momento simposiale in cui la componente maschile riaffermava il proprio valore sociale prendendo distanza dagli altri.

Notiamo come, nella sua poesia, Omero sia ancora la base della lingua con versi di contenuto gnomico (danno una morale).

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