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La scuola fenicia: Meleagro


Meleagro nacque intorno al 130 a.C. nella Transgiordania; morì a Cos nel 60 a.C. Restano 130 epigrammi, conservati nell’Antologia Palatina e l’introduzione in distici della propria Corona.
Mondo concettuale
La cornice degli epigrammi di Meleagro è il simposio, infatti questo ambiente rappresentava la trincea e contemporaneamente il cenacolo dove si custodivano le tradizione culturali della civiltà greca e avere un luogo di conversazione e trasmissione della propria identità culturale.
Meleagro descrisse l’amore nelle sue numerose sfaccettature, l’attenzione è rivolta soprattutto a due etere. Altro tema caro al poeta è quello della memoria, celebra spesso il ricordo di luoghi, persone e momenti importanti.
Lingua e stile
Meleagro è eccezionalmente dotato di mezzi espressivi, ma soprattutto creatore di molti hapax costituiti da composti verbali e aggettivali. Inoltre appare incline ad una certa teatralità che notiamo nel ricorso a scene dialogate e ai monologhi interiori. Spesso le sue composizioni rinunciano all’essenzialità tipica dell’epigramma, anticipando il gusto retorico dell’età imperiale.

La scuola di Pergamo


Sotto Attalo I (241-197 a.C) giunsero nel regno vari eruditi specialisti nel sapere antico. Pergamo toccò l’apice con la Biblioteca dove gli studiosi si occupavano di esegesi in chiave allegorica piuttosto che di filologia. Il maestro di questa tecnica fu Cratete di Mallo che si definiva κριτικός invece che γραμματικός. Per lui la poesia è un modo diverso di esprimere il pensiero filosofico pertanto bob curò edizione critiche ma riflette su particolari aspetti della poesia omerica
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