blakman di blakman
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Euriclea

I personaggi femminili che compaiono nei poemi omerici appartengono di solito all'aristocrazia, e solo raramente l'attenzione dell'autore si sofferma su donne di più umile condizione per conferire loro una qualche importanza nel racconto. Da questo punto di vista Euriclea, la nutrice di Odisseo, rappresenta certamente un esempio assai significativo. Il poeta la raffigura come una donna ormai avanzata in età, che ha trascorso quasi tutta la vita alla reggia, trattata con rispetto sia da Penelope che da Telemaco, il quale addirittura la chiama nonna. Inoltre, Euriclea ha anche il compito di controllare il lavoro e il comportamento delle ancelle più giovani, alcune delle quali sono cresciute nella casa, educate da lei e da Penelope. In origine, però, Euriclea non era entrata al palazzo con queste mansioni; era stata acquistata giovanissima da Laerte, che intendeva farne la sua concubina. In seguito, però, il rispetto per Anticlea, la sposa legittima, madre di Odisseo, e anche il timore per la sua gelosia, fecero sì che Laerte rinunciasse ai suoi diritti su Euriclea che divenne la nutrice di Odisseo e, in età più tarda, un saggio aiuto per Penelope. Euriclea, infatti, ha sempre parole di conforto e di speranza per la regina, considerata più una figlia che una padrona; e poiché anche Telemaco è stato cresciuto da lei, l'anziana donna, memore di averlo tirato su da piccolo, mantiene nei confronti del giovane principe un atteggiamento confidenziale e protettivo, al quale non è estraneo neppure qualche rimprovero. Oggetto di benevolenza e di rispetto fin dal suo ingresso nella reggia di Itaca, Euriclea ha ricambiato questi sentimenti, divenendo il simbolo del personaggio della nutrice, destinato a larghissima fortuna in tutta la letteratura posteriore.

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