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Odissea - Tiresia e il destino

L’inizio del libro XI dell’Odissea narra la discesa di Odisseo nel regno degli inferi. Il suo obiettivo è quello di parlare con l’ombra dell’indovino tebano Tiresia, per conoscere quale sorte lo attende. Dopo aver sacrificato alcuni animali, aspetta l’arrivo di Tiresia, mentre lo attorniano centinaia di ombre, desiderose del sangue da lui versato. Arriva l’indovino che dopo essersi saziato viene interrogato da Odisseo che gli chiede cosa accadrà a lui e ai suoi compagni, in particolare se torneranno alle proprie case. Il tebano parla più volte del destino, premettendo che gli sarà difficile tornare in patria perché l’ira di Poseidone, al quale hanno accecato il figlio Polifemo, li ostacolerà per tutto il viaggio. In questi versi si trova già un segno della possibile opposizione al destino da parte dell’uomo: “Ma anche così potresti arrivare, pur subendo sventure” dice Tiresia, il quale da particolare importanza all’incontro che faranno con i buoi del Sole. In questo verso parla del destino come una certezza: vedranno sicuramente i buoi. Il loro destino dipenderà da cosa faranno Odisseo e il suo equipaggio: se daranno fastidio agli animali, l’unico che si salverà sarà Odisseo, anche se perderà tutto. Se invece non faranno niente di male, il ritorno, anche se difficile, sarà comunque possibile per tutti. Fa poi accenno alla situazione della famiglia che è rimasta a Itaca, con i Proci che si sono stabiliti nella casa e chiedono la mano di Penelope. Afferma che sicuramente saranno sterminati da Odisseo stesso che, a vendetta fatta, dovrà andare da gente che non conosce il mare, anche se comunque questo non lo salverà: morirà in mare, in un ultimo viaggio.

Tiresia non parla del destino come se fosse una via da seguire in tutti i suoi i suoi aspetti: infatti dice che la scelta di infastidire o meno i buoi del Sole spetta a Odisseo e all’equipaggio. Ammette dunque un cambiamento operato dall’uomo nel proprio destino. Poi però parla di tutto il resto come se gli dei avessero già deciso tutto: la vendetta sui Proci è già decisa, qualunque sia la scelta che opereranno i compagni. Purtroppo però è già deciso che Odisseo morirà in mare: forse per l’offesa recata a Poseidone, dovrà compiere un ultimo viaggio, ma non tornerà più a terra: “Per te la morte verrà fuori dal mare [...]. Questo senza errore ti annunzio”.
In conclusione, la visione omerica del destino umano è questa: una piccola possibilità di variare il corso degli eventi, nonostante una fine sia già stata scelta da qualcuno più in alto di qualsiasi umano. Omero ha una concezione del destino che si potrebbe riassumere in una frase: l’importante non è la fine, ma il percorso che ci porta ad essa.

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