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LA FIGURA DI ELENA: INTERPRETAZIONI

La figura di Elena è sempre stata oggetto di svariate critiche per quanto riguarda il considerare il suo ruolo positivo o negativo. Analizzando singolarmente le testimonianze che ci sono pervenute, vediamo come queste siano in parte discordi fra loro. Per esempio, il tragediografo EURIPIDE, Elena non viene considerata una donna impudente. infatti nella tragedia "Elène", essa è solo un simulacro dotato di respiro, che, con le fattezze di Elena, si reca insieme a Paride, mentre la vera Elena è nascosta da Ermes in Egitto presso il Re Proteo.
D'accordo con la visione positiva di Euripide è la poetessa Saffo, la quale appoggia il comportamento di Elena in quanto questa abbandona tutto quello a cui è legata solo per seguire le proprie passioni e priorità.
A questi si unisce il sofista di Lentini, Gorgia, che compone l'Encomio di elena. Esso si propone lo scopo di scagionare Elena dalla presunta colpa di aver fatto scoppiare la guerra di Troia. Quindi, secondo Gorgia, Elena è innocente perché:

- Gli dei l'avevano prefissata a questo destino;
- Afrodite l'aveva resa vittima della passione amorosa;
- Le parole di Paride, abile oratore, l'avevano persuasa;
- Era stata rapita con la forza.

Riguardo a quest'ultimo punto, Erodoto non non è d'accordo. Anzi, trova che Elena sia colpevole eccome. Egli diceva: "Sono così sciocchi, I greci, che fanno guerra per una donna."
La visione di Omero all'interno dell'Iliade non è univoca, in quanto Elena è bellissima (e la bellezza era caratteristica di personaggi positivi)e lo stesso priamo, per consolare la nuora presa dal rimorso, le dice che la colpa non è sua, ma è tutto dettato da un disegno divino.

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