Video appunto: Vauquelin, Jean - Vita ed Opere

Vauquelin, Jean



Jean Vauquelin (1536 - 1606) fu un poeta e scrittore francese.
Discepolo di Ronsard e del movimento letterario della Pléiade a cui è legato, si differenzia dagli altri poeti della stessa cerchia, che si limitavano ad ammirare e descrivere una natura idealizzata, per il suo stile di vita rustico e rurale, che si riflette in uno stile grossolano.
Cattolico fervente, propone di sostituire alla mitologia un nuovo Parnaso cristiano.
È il padre di Nicolas Vauquelin Des Yveteaux. Jean Vauquelin de La Fresnaye ha studiato scienze umane a Parigi e diritto a Poitiers e Bourges. Dopo una gioventù libertina, per qualche tempo dopo la sua carriera in armi, combattè nelle guerre di religione sotto gli ordini del maresciallo de Matignon e fu ferito durante l'assedio di Saint-Lô nel 1574. Più tardi divenne tenente generale della magistratura a Caen Enrico III e più tardi presidente del tribunale generale nella stessa città sotto Enrico IV. I poeti de La Pléiade hanno ispirato la sua vocazione poetica a questo vero gentiluomo di campagna. Il discepolo di Ronsard non si limitava ad amare le foreste, i prati, l'acqua e il canto degli usignoli come un poeta, ma viveva una vita rustica, senza ignorare il lavoro della campagna.

Sottoscrivendo il manifesto poetico de La Pléiade, ha sottolineato la continuità storica della letteratura francese. Studiando le opere dei trovatori francesi e le vecchie cronache, la poesia francese voluta è stata stabilita su una base nazionale comune. Tra i primi in Francia ha coltivato la musa della poesia pastorale con vero talento e vero sentimento. Le sue Foresterie, che hanno iniziato a pubblicare all'età di vent'anni, avevano già le qualità di opere più mature come Idillies. Il titolo di quest'opera è stato scelto perché "non significa che coloro che rappresentano le piccole immagini che sono incise su lapislazzuli, calcedonio e pietre preziose per fare le giunture". Il mio simile pieno d'amore come un bambino, non sono solo immagini pie e piccoli quadrati di fantasie amorose. "Alcuni di questi idilii offrono quelle espressioni licenziose già consentite nel paese parlante, altri sono di una semplicità infantile e la bontà di un Utore rurale e amorevole ha detto, rappresentano "la natura nella camicia".
Vauquelin ha esposto le sue idee letterarie nell'Arte poetica di Vauquelin de la Fresnaye: l'unità organizzativa su può notare la perfezione dei Difetti e della poesia antica e moderna nel 1574 su richiesta di Enrico III, ma è rimasta inedita fino al 1605. Scritta in uno stile un po' grossolano, rimane attraente grazie al coraggio delle idee, compresa quella di sostituire i modelli della mitologia antica con un nuovo Parnaso cristiano. Scrisse, a imitazione delle satire di Orazio, che potrebbero essere più correttamente chiamate epistole, molto più della poetica dell'arte, e meditò con il modello nel Discorso per servire da prefazione al soggetto del Satiro del 1604-1605. Nella produzione dello spazio Vaquelin ci sono anche i Sonetti, di solito per motivi religiosi o politici. Le sue opere complete sono state raccolte più volte dopo la sua morte.