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Concetti Chiave

  • Rousseau, noto anche come Jean-Jacques, ha scritto "Rousseau giudice di Jean-Jacques", dove si difende dalle critiche e si pone come giudice di se stesso.
  • Le opere di Rousseau hanno ispirato la Rivoluzione francese e il socialismo, mentre in letteratura hanno avviato un nuovo approccio alla contemplazione dell'Io e della Natura, dando slancio al Romanticismo.
  • La sua infanzia è segnata dalla perdita della madre alla nascita e da una fuga a sedici anni, durante la quale vive esperienze formative a Ginevra, Savoia e Torino.
  • A Parigi, Rousseau vive in povertà, ha cinque figli, ma si sente estraneo alla civiltà, riflettendo sulla corruzione morale e scrivendo opere significative come il "Discours sur les sciences et les arts".
  • Dopo un periodo di conflitti e fughe, Rousseau torna a Ginevra e pubblica "Les Confessions" e "Dialogues", trovando infine pace con "Les Rêveries du promeneur solitaire".

Rousseau e il suo dialogo

•• Rousseau è uno dei pochi autori conosciuti anche dal solo nome, Jean-Jacques. Ha scritto anche un dialogo chiamato “Rousseau giudice di Jean-Jacques”, dove Rousseau, scrittore amato per la sua sensibilità, riabilita il cattivo Jean-Jacques, che tutti criticavano e odiavano e, convinto di un complotto contro di lui, nel suo scritto si fa giudice di se stesso.
•• Rousseau non aveva rapporti tranquilli con i suoi amici, soprattutto con Diderot e Voltaire, che gli risponde criticando il suo mito del “buon selvaggio” dicendo che il libro è una critica contro il genere umano. Simile a Rousseau infatti sembra il misantropo (che odia tutti) Alceste, di Molière: dice a tutti ciò che pensa, critica apertamente le convenzioni, preferisce la solitudine alla società corrotta.

Qual è l'influenza politica e letteraria?

•• L’influenza di Rousseau: in politica mette in moto la Rivoluzione francese e Robespierre e Marat si sono formati con le sue opere. Il socialismo ha come base il Contrat social.

In letteratura inaugura la contemplazione dell’Io e della Natura. Prepara il Romanticismo.

La vita
•• Perde sua madre alla nascita e passa l’infanzia nella Genève (Ginevra) protestante con il padre e un pastore. A sedici anni fugge e va a Savoia. Poi va a Torino dove si converte al cristianesimo e qui fa molti mestieri (domestico, musicista...). Ritorna a Savoia da Mme de Warens (che chiama “Maman”). Pochi anni di tranquillità e felicità tra amicizie, letture e musica: un rivale arriva e lui se ne va a Parigi.

Vita a Parigi

•• Qui è professore di musica. La sua vita è povera. Una giovane donna gli dà cinque figli. Malgrado la timidezza prova a frequentare il mondo, abbandonando i figli e la donna, e si fa amici gli enciclopedisti, ma si sente lontano da ciò che è “civilizzato”. (Rousseau misanthrope?”).
•• Un’illuminazione fa diventare Rousseau un filosofo: mentre va a trovare Diderot, comprende che la civilizzazione ha corrotto la morale (i costumi, les mœurs). Scrive a proposito i Discours sur les sciences et les arts. Per essere coerente con il suo pensiero, si riconverte al protestantesimo. Matura il suo pensiero nel Discours sur l’inégalité.

Scrittura e conflitti

•• È invitato dalla sua protettrice al nord di Parigi e qui ritrova la calma della campagna. Scrive molto: lavora a un dizionario di musica, a La Nouvelle Héloïse, dove parla un po’ dell’amore per la nipote della sua protettrice, al Contrat social, all’Émile. Ma i suoi personaggi sono sempre più turbati. Discute (se brouille) con tutti i suoi amici: Diderot, d’Alambert, Grimm. L’Émile è condannato e Rousseau fugge.

Esilio e ritorno

•• Rousseau si sente una vittima. Ritorna a Genève, ma l’Émile e Le Contrat social sono bruciati. Gli abitanti lo cacciano tirando pietre. Va in Inghilterra, ma qui discute con il suo compagno, Hume. Torna a Parigi, solo e povero. Pubblica Les Confessions, dove cerca di giustificarsi, e i Dialogues. La sua ultima opera è Les Rêveries du promeneur solitaire: trova un periodo di pace. Muore e le sue ceneri sono trasportati trionfalmente al Panthéon.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del dialogo "Rousseau giudice di Jean-Jacques"?
  2. In questo dialogo, Rousseau si fa giudice di se stesso, cercando di riabilitare la sua figura e rispondere alle critiche ricevute, convinto di essere vittima di un complotto contro di lui.

  3. Come ha influenzato Rousseau la politica e la letteratura?
  4. Rousseau ha ispirato la Rivoluzione francese e il socialismo con il suo "Contrat social", mentre in letteratura ha inaugurato la contemplazione dell'Io e della Natura, preparando il terreno per il Romanticismo.

  5. Quali eventi segnano l'infanzia e la giovinezza di Rousseau?
  6. Rousseau perde la madre alla nascita e cresce a Ginevra con il padre e un pastore; a sedici anni fugge e si sposta tra Savoia e Torino, dove si converte al cristianesimo e svolge vari mestieri.

  7. Qual è il conflitto principale che Rousseau vive a Parigi?
  8. A Parigi, Rousseau vive in povertà e si sente distante dalla civiltà, mentre cerca di integrarsi nel mondo degli enciclopedisti, ma la sua illuminazione lo porta a criticare la corruzione morale della civilizzazione.

  9. Come si conclude la vita di Rousseau?
  10. Dopo un periodo di esilio e conflitti, Rousseau trova un momento di pace con "Les Rêveries du promeneur solitaire" e, alla sua morte, le sue ceneri vengono trasportate al Panthéon, simbolo del suo riconoscimento postumo.

Domande e risposte

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