Gustave Flaubert

Nacque in Normandia nel 1821 da famiglia borghese. Gli anni del liceo vengono segnati da un’esasperata sensibilità romantica che verrà poi consolidata da un rigoroso esercizio di stile, dove le cose devono parlare da sé , che rimane comunque una componente importante nella sua personalità. Tra i 18 e 22 anni risulta la sua prima produzione letteraria in cui la passionalità si esprime in forme eccessive. Intanto l’autore si trasferisce a Parigi dove inizia gli studi di diritto ma nonostante ciò preferisce gli ambienti letterari e ben presto lascerà l’università per gravi disturbi nervosi che lo affliggeranno per tutta la vita. Nel 1846 dopo la morte del padre e della sorella si trasferisce nelle casa di campagna sulla Senna che diventerà la sua residenza abituale. Lo stesso anno stringe amicizia con la scrittrice Louise Colet da cui nasce una delle più belle opere di Flaubert dove vengono evidenziati vari aspetti ovvero: il rifiuto della lirica di tipo romantico, lo stile perfetto che attraverso l’uso della “parola giusta” riesce a far parlare le opere da sole senza il condizionamento dello scrittore e l’ideale di una rigorosa impersonalità. Tra il 1845 e il 1851 Flaubert compie numerosi viaggi con il suo amico Maxime Du Camp in Italia, in Grecia e in Medio Oriente. La rivoluzione del 1848 lo vede distaccato sia dai rivoluzionarie sia dai reazionari.

Lo scrittore in questo periodo si era ormai chiuso in isolamento a Croisset dedicando tutto il suo tempo e le sue energie alla creazione artistica.
Tra il 1843 e il 1845 aveva già realizzato un romanzo, l’Educazione sentimentale, incentrato su una copia di amici dei quali uno sa adattarsi al mondo l’altro esaurisce la vita nell’immaginazione. Dal 1851 inizia a occuparsi di scrivere Madame Bovary ispirata a un comune fatto di cronaca; quest’opera ha gran successo ma subisce anche un processo per immoralità ma lo scrittore viene assolto. Nel 1862 pubblica un’opera di genere completamente diverso, Salammbò, romanzo storico che rievoca l’antica Cartagine, un’opera con una perfezione stilistica che abbandona ogni richiamo romantico. Nell’opera di Flaubert esistono due filoni all’apparenza inconciliabili, l’analisi della realtà borghese e la fuga esotica nel passato. Dopo ciò l’autore si occupa della seconda Educazione sentimentale, che tratta una storia di una generazione di giovani mediocri e inrealizzabili, che non approdano in alcun esito a causa delle delusioni politiche del ’48. Flaubert è ormai considerato un maestro, la sua casa di campagna Croisset è ormai frequentata dai maggiori scrittori dell’epoca come i fratelli Goncourt, Gautier. Ma è soprattutto il gruppo di Zola ad ammirare lo scrittore per la sua analisi rigorosamente impersonale della realtà contemporanea. Nel 1874 aveva iniziato ad occuparsi dell’opera “Bouvard e Pécuchet” che tratta di un tema molto caro a Flaubert ovvero della stupidità borghese.
Questo scritto parla di due modesti impiegati che hanno lasciato il loro lavoro grazie a un’eredità, dedicando ormai il tempo a loro disposizione ad .un’esplorazione enciclopedica dell’interno scibile umano dimostrando così la loro limitatezza mentale. Quest’opera è quindi distruttiva in quanto si proietta il pessimismo di Flaubert nei confronti di tutta la società e di tutta la cultura contemporanea. Lo scrittore morì l’8 maggio 1880 a Croisset, a causa di un’emorragia celebrale.

La Fortuna
Flaubert nel suo periodo viene visto come un maestro di realismo,capace di rappresentare in modo preciso e fedele la realtà sociale. Ma oggi l’opera viene vista più complessa e ricca di sfaccettature; in lui non vi è l’intento di creare un’opera di tipo documentario, ma vuole sapienti ricostruzioni stilistiche. Lui stesso afferma che Madame Bovary è “un libro su niente, che si regge soltanto in virtù dello stile”, ma nonostante ciò dalle pagine della sua opera affiorano segrete architetture simboliche, oggetti letterari a più face che possono essere letti in varie direzioni contemporaneamente. Questa ricchezza di prospettive presenti nelle sue opere, fa si che resti vivo ancora nel pieno Novecento e non entro i limiti ottocenteschi.

Madame Bovary
Il romanzo parla di una ragazza di provincia, Emma Rouault, che sposa un ufficiale sanitario, Charles Bovary, uomo ottuso e comune. La vita coniugale vuota a Tostes, contrasta con i suoi sogni di una vita lussuosa, aristocratica. Di tutto ciò la sua salute ne risente, Charles, senza neanche immaginarsi le ragioni del tormento di Emma, decide di trasferirsi a Yonville l’Abbaye . Anche li Emma non si trova bene per l’ambiente provinciale a causa della gente meschina e ottusa come il farmacista Homais uomo democratico; ma comunque ebbe una relazione platonica con Lèon, un giovane praticante di un notaio, anch’egli un sognatore frustrato dall’esistenza di provincia; ma a causa della ripartenza di Lèon, Emma ricade nella noia e nel disgusto per ciò che la circondava.

Tutto questo ricade nella relazione con Rodolphe ricco proprietario della zona che in breve tempo la delude, a causa della sua meschinità. Il ritrovo con Lèon , fa si che tra i due si allacci una relazione, ma ben presto subentra una delusione. Emma inizia a condurre dopo l’ultima delusione con Lèon una vita stravagante e dispendiosa, iniziandosi a indebitarsi con l’usuraio Lhereux. La situazione precipita con il sequestro giudiziario e anche la vita di Emma si interrompe quando la donna prende del veleno e muore dopo atroci sofferenze. Anche il marito Charles, sconvolto dalla morte della moglie, trascorre la sua vita in solitudine e muore con in mano una ciocca di capelli di Emma. La storia si conclude con il trionfo del farmacista Homais, perfetta immagine di stupidità borghese, che riuscirà ad ottenere la Legion d’onore. Madame Bovary è un’opera complessa, per un verso Emma con tutti i suoi sogni e le sue aspirazioni, esprime una forma di contestazione nei confronti dell’ambiente borghese di provincia. La sua figura oggettivamente ha una funzione critica poiché esprime tutta l’intollerabile negatività di quel mondo; dall’altro lato, soggettivamente, è anch’essa partecipe di quella stupidità che la circonda, poiché tutti i sogni da lei desiderati si degradano in lei al livello della mediocrità borghese, per questo Emma non è poi diversa dalla figura del farmacista Homais.
Gli aspetti negativi del romanticismo degradato e della stupidità dell’ambiente di provincia si compensano l’uno con l’altro, in modo tale che non venga messa in risalto la negatività né dell’uno che dell’altro. L’opera a metà secolo segna una svolta fondamentale per il romanzo ottocentesco, aprendo la strada alle nuove ideologie future. Con Flaubert tramonta il romanzo “autoriale”, fondato su un narratore onniscente, che riesce a mantenere i fili della vicenda, intervenendo esplicitamente a spiegare, commentare e dialogare con il lettore, come i modelli di Manzoni, Scott e Balzac. In Madame Bovary il narratore è pressoché invisibile e la vicenda è presentata dal punto di vista soggettivo e parziale dei personaggi, vale a dire che i fatti sono visti attraverso l’ottica dei personaggi. All’interno del racconto importante è il “discorso indiretto libero”, che diventerà importante nella narrativa ottocentesca. Questa scomparsa del narratore funge da guida per il lettore orientando le sue reazioni davanti ai fatti narrati creando un effetto di ambiguità. L’autore con la sua impersonalità lascia che le cose parlino da sé, creando però cosi dei problemi nell’interpretazione.

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