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I Fiori del male

I fiori del male di Baudelaire

Charles Baudelaire

Les fleurs du mal o I fiori del male uscì nel 1857 e comprendeva cento poesie divise in cinque sezioni: Spleen et Ideal, Les fleurs du mal, La Revolte, Le vin e La mort. Tuttavia nel 1855 era già uscito in piccolo gruppo di questi testi sulla Revue des deux ondes (Rivista dei due mondi) con il titolo di Les fleurs du mal, che l’autore utilizzò per l’intero libro al posto di quello più provocatorio: Les lesbiennes (Le lesbiche).

Immediatamente il libro I fiori del male suscito scandalo; Baudelaire subì un processo: il tribunale ordinò la sospensione di sei poesie e condannò il poeta al pagamento di 300 franchi di ammenda per "oltraggio al pudore".

Dopo la sentenza, Baudelaire apprestò una nuova edizione de I fiori del male, nella quale le sei liriche condannate vennero sostituite da altre 35, suddividendo tutto il materiale diversamente e aggiungendo una nuova sezione: Tableaux parisiens (Quadri parigini). La seconda edizione uscì nel 1861. Nel 1868, dopo la morte del poeta, fu stampata una terza edizione, dal titolo Nouvelles fleurs du mal (Nuovi fiori del male) con l’aggiunta di poesie inedite o sparse su riviste.

Il titolo I fiori del male consiste nella trasfigurazione di un’idea (il male) in un’immagine (il fiore). Il titolo ha un effetto ossimorico e provocatorio e annuncia la presenza dell’allegoria nel testo. Il fiore, nella lirica tradizionale era associato a un valore di purezza e bellezza, ora diviene veicolo del "male". Pertanto nel titolo è rintracciabile il concetto che la Natura è stata privata della sua tradizionale "bontà" di cui l’avevano dotata gli intellettuali illuministi e romantici (a partire da Rousseau).

La presenza della dedica della poesia al lettore posta in apertura indica che l’intento non è più di captare la benevolenza del pubblico, ma di provocarlo con un elenco di vizi, peccati e rimorsi. Tuttavia le ipocrisie e le viltà di cui viene accusato il lettore sono condivise anche dal poeta che in base ad esse può chiamare il suo lettore "fratello". Parte della novità strutturale dei Fiori del male sta nell’esibire nell’esordio la consapevolezza di un mutato rapporto fra poeta e pubblico.

Lingua e stile

I componenti dei Fiori del male sono costruiti secondo una struttura bipolare, fatta di elementi apparentemente contrapposti che in realtà sono complementari; questi sono:

 Punto di vista stilistico, bipolarità fra contenuti bassi e stile sublime. È applicata una forma elevata a temi degradanti e lo stile sembra tanto più sublime quanto ripugnanti e provocatori sono per il pubblico le trattazioni: perversione, prostituzione, stordimento, bestemmia.
 Punto di vista retorico e prevalenza dell’ossimoro. In ogni poesia è presente un’antitesi esasperata, visibile anche dal titolo generale (I fiori del male) e da quello della prima sezione (Spleen et Ideal). La disarmonia comprende lusso e miseria, esotico e familiare, erotico e satanico.

Il pubblico

Con Baudelaire ebbe inizio la rottura fra poesia moderna e grande pubblico borghese. Tuttavia la rottura non era dovuta all’oscurità della poesia, come avvenne per Mallarmé. I fiori del male restano un libro leggibile, provocatorio solo a livello tematico. Essi sono un caso esemplare di mancata corrispondenza immediata fra scrittore e orizzonte d’attesa e di un lungo successo futuro di pubblico.
Baudelaire fu consapevole della perdita dello status sociale del poeta e assunse precocemente il ruolo di maledetto, eccentrico e dissacratore, puntando su un pubblico futuro che avrebbe richiesto proprio quel tipo di poeta. I fiori del male prefigurano un nuovo tipo di scrittore e di pubblico: un modello proiettato nel futuro della inesauribile consumabilità e mercificazione dell’arte.

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