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Concetti Chiave

  • Gli aggettivi, parte variabile del discorso, indicano qualità o determinano nomi e si suddividono in diverse categorie.
  • Gli aggettivi qualificativi concordano con i nomi e possono esprimere gradi di comparazione: positivo, comparativo e superlativo.
  • Gli aggettivi possessivi indicano il possesso e concordano con l'oggetto posseduto in genere e numero, preceduti dall'articolo determinativo.
  • Gli aggettivi dimostrativi, come "questo" e "quello", indicano la posizione di un oggetto rispetto al parlante, sia nello spazio che nel tempo.
  • Gli aggettivi numerali si dividono in cardinali e ordinali, oltre a categorie come moltiplicativi, distributivi, collettivi e frazionari, ognuno con specifiche funzioni.

In questo appunto di Grammatica Italiana vengono spiegati gli aggettivi, quella parte variabile del discorso, che si accompagna al nome e ne indica una qualità oppure lo determina in modo preciso. Gli aggettivi possono essere: qualificativi, possessivi, dimostrativi, indefiniti, interrogativi, esclamativi e numerali (cardinali, ordinali, moltiplicativi, distributivi, collettivi, frazionari).
Aggettivi: tipologie e regole principali articolo

Aggettivi qualificativi

Gli aggettivi qualificativi si aggiungono ai nomi di persone, animali o cose, per indicarne le qualità. Essi concordano con i nomi nel genere (maschile o femminile) e nel numero (singolare o plurale).
Esempi: “un bambino simpatico”, “una bambina simpatica”, “la pizza saporita”, “le pizze saporite”.
Gli aggettivi qualificativi hanno vari gradi: positivo, comparativo (maggioranza, uguaglianza, minoranza) e superlativo (assoluto e relativo).
Il grado positivo esprime solo una qualità. Ad esempio “Mario è alto”.
Il comparativo esprime un confronto, rispetto alla stessa qualità.
Esempi: “Mario è più alto di me” (comparativo di maggioranza), “Mario e Carlo sono alti uguali”
(comparativo di minoranza), “Mario è più piccolo di Carlo” (comparativo di minoranza).
Il superlativo esprime una qualità al massimo livello. Il superlativo assoluto esprime una qualità al massimo grado senza confronti (ad esempio “Mario è altissimo”). Il superlativo relativo esprime una qualità al massimo (o al minimo) grado, in rapporto ad un insieme di elementi che hanno la funzione di secondo termine di paragone (ad esempio “Mario è il più alto dei suoi compagni”).
Per ulteriori approfondimenti sugli aggettivi qualificativi vedi anche qua

Aggettivi possessivi

Gli aggettivi possessivi servono ad esprimere il possesso di qualcosa, rispetto a qualcuno che la possiede. I possessivi concordano con l’oggetto posseduto in genere (maschile o femminile) e in numero (singolare o plurale). Essi sono preceduti dall’articolo determinativo. Per usarli, è necessario identificare la persona che possiede e la cosa posseduta. La persona che possiede si identifica utilizzando un pronome (io, tu, egli, ella, noi, voi, essi, esse). Poi dobbiamo identificare il genere e il numero della cosa posseduta. Al singolare non si mette l'articolo, ad esempio “mio figlio” al plurale si usa “i miei figli”. Quando il possessivo si riferisce a “loro” si mette sempre l’articolo, ad esempio “il loro nonno”.

Aggettivi dimostrativi

Gli aggettivi dimostrativi (“questo” e “quello”) indicano la posizione di una cosa, animale o persona, rispetto alla persona che parla. “Questo” indica qualcosa vicino alla persona che sta parlando, nello spazio (ad esempio “questa matita è gialla”) e nel tempo (ad esempio “quest’anno studio italiano”, azione presente). Quando “questo” ha funzione di aggettivo, precede il nome e concorda con il genere (maschile o femminile) e con il genere (singolare o plurale). Quando il nome è singolare e comincia con vocale, “questo” e “questa” perdono la vocale finale, che viene sostituita da un apostrofo (ad esempio “questo anno” diventa “quest’anno”). Tuttavia, questa regola vale solo per il singolare, infatti, “questi anni” rimane inalterato.

Aggettivi indefiniti

Gli aggettivi indefiniti indicano una quantità o una qualità imprecisata. Se invece dobbiamo esprimere una quantità precisa, usiamo gli aggettivi numerali. Gli aggettivi indefiniti, come tutti gli aggettivi, concordano con il genere e il numero del nome a cui si riferiscono. Gli aggettivi indefiniti sono numerosi e possiamo raggrupparli in base a quello che indicano. Ci sono quelli che si riferiscono a una singola quantità (poco, vario/parecchio, molto, tanto, troppo). Ci sono quelli che indicano una quantità indefinita, che però è una parte di un tutto (qualche, alcuni). Ci sono quelli che indicano una totalità (tutto, ogni, ciascuno, qualunque, qualsiasi). Infine, ci sono quelli che indicano una quantità negativa (nessuno).

Aggettivi interrogativi ed esclamativi

Gli aggettivi interrogativi sono quelli che ci consentono di fare una domanda sulla qualità, quantità o identità del nome a cui si riferiscono (ad esempio “che colore ti piace di più?”, “quanto tempo ci resta?, “quale vestito preferisci?”). Gli aggettivi interrogativi si usano anche in domande indirette (ad esempio “dimmi quale vestito preferisci”). Gli aggettivi esclamativi ci consentono, invece, di fare un’esclamazione sulla qualità, quantità o identità del nome a cui si riferiscono (ad esempio “che sorpresa!”). In italiano gli aggettivi interrogativi ed esclamativi sono gli stessi e sono: che, quale, quanto. Mentre “che” è invariabile, “quale” varia solo per numero, mentre “quanto” varia sia per genere che per numero.
Aggettivi: tipologie e regole principali articolo

Aggettivi numerali

Gli aggettivi numerali possono essere cardinali, se indicano una quantità precisa (ad esempio “ho comprato tre matite e una gomma) oppure ordinali, se indicano la posizione, l'ordine, di una serie ordinata (ad esempio “Mario è arrivato primo”). Gli aggettivi numerali sono variabili e possono essere sostantivi (ad esempio “Marta è la prima della classe”). Inoltre, gli aggettivi numerali possono essere:
  • moltiplicativi: indicano per quante volte è ripetuta una quantità (ad esempio “oggi devo fare una spesa doppia”);
  • distributivi: indicano un’espressione di più parole (ad esempio “prendi la pastiglia ogni tre ore”);
  • collettivi: indicano un insieme di oggetti o persone dello stesso tipo determinandole con un numero (ad esempio “prendiamo una dozzina di uova”);
  • frazionari: indicano una frazione, una o più parti di un tutto (ad esempio “pretende due terzi degli incassi”).
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali tipi di aggettivi in italiano?
  2. Gli aggettivi in italiano si suddividono in qualificativi, possessivi, dimostrativi, indefiniti, interrogativi, esclamativi e numerali.

  3. Come si concordano gli aggettivi qualificativi con i nomi?
  4. Gli aggettivi qualificativi concordano con i nomi nel genere (maschile o femminile) e nel numero (singolare o plurale), come ad esempio "un bambino simpatico" e "una bambina simpatica".

  5. Qual è la differenza tra il grado comparativo e il grado superlativo degli aggettivi?
  6. Il grado comparativo esprime un confronto tra qualità (es. "Mario è più alto di me"), mentre il grado superlativo esprime una qualità al massimo livello, sia in forma assoluta (es. "Mario è altissimo") che relativa (es. "Mario è il più alto dei suoi compagni").

  7. Come si utilizzano gli aggettivi possessivi in una frase?
  8. Gli aggettivi possessivi esprimono il possesso e concordano con l'oggetto posseduto; ad esempio, si dice "mio figlio" al singolare e "i miei figli" al plurale.

  9. Quali sono le funzioni degli aggettivi interrogativi ed esclamativi?
  10. Gli aggettivi interrogativi servono a porre domande sulla qualità o quantità (es. "quale vestito preferisci?"), mentre gli aggettivi esclamativi esprimono esclamazioni (es. "che sorpresa!").

Domande e risposte

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