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Figure retoriche

figura retorica della metonimia

Figura retorica della Sinestesia


Ecco la definizione di sinestesia: la sinestesia è una figura costituita dall’accostamento di termini (generalmente aggettivo+aggettivo o aggettivo+sostantivo) che si riferiscono a campi sensoriali diversi (tatto, udito, vista, olfatto, gusto).
Prendendo alcuni versi di Baudelaire, ecco alcuni esempi di sinestesia:
Esistono profumi freschi come
Carni di bimbo, dolci come gli òboi,
E verdi come praterie…
Il testo coinvolge tutti gli ambiti della percezione sensoriale e li mette in relazione. Le sensazioni olfattive (profumi) richiamano percezioni tattili (la freschezza delle carni di bimbo), gustative e uditive (la “dolcezza” è associata, con un’altra sinestesia, alla qualità del suono di uno strumento musicale, l’oboe), visive (il colore verde delle praterie).
Il significato della sinestesia può essere anche rappresentato così:
Profumi (sensazione olfattiva)
Freschi (tatto) dolci (gusto/udito) verdi (vista)
Alcuni profumi offrono una sensazione di freschezza simile a quella che si prova sforando la pelle di un bambino; altri sono dolci come il suono melodioso dell’oboe; altri ancora suggeriscono il verde sconfitto di una prateria.

Significato della Metonimia


La metonimia, che significa “scambio di nome”, è una figura in cui l’associazione di due termini avviene secondo precise relazioni qualitative.
Le relazioni più diffuse sono le seguenti:
- L’effetto per la causa (e viceversa); ecco alcuni esempi di metonimia:
Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte…

In questi versi di Leopardi le sudate carte sono i testi che il poeta studiava con impegno e fatica, la quale provoca sudore; l’espressione significa “le pagine che erano oggetto del mio faticoso lavoro..”.
- L’astratto per il concreto (e viceversa):
La gioventù del loco
lascia le case e per le vie si spande…

In questi versi di Leopardi, la parola gioventù (termine astratto) vuole indicare “i giovani” (termine concreto).
- Il contenente per il contenuto:
e il suo nido è nell’ombra che attende…
In questo verso di Pascoli nido sta per “i rondini piccoli che vivono nel nido”, cioè che in esso sono contenuti. Altre metonimie di questo tipo, diffuse nel linguaggio comune, sono per esempio mangiare un piatto di minestra (non si mangia il piatto, ma la minestra che vi è contenuta), bere un bicchiere d’acqua.
- L’opera per l’autore, per esempio nell’espressione è stato ritrovato il Monet rubato l’anno scorso, con il termine Monet si intende un’opera di quel pittore.
- Lo strumento per la persona che lo usa: per esempio, con l’espressione è la racchetta migliore d’Italia, si intende il miglior giocatore di tennis del Paese.
Un modo di dire popolare è essere una buona forchetta intendendo con ciò una persona che ama mangiare.
- La materia per l’oggetto, come il termine ferro usato al posto di “spada” o il termine legno al posto della parola “barca”. Virgilio, nell’Eneide, scrive:
Nettuno vide i legni di Enea, cioè vide le imbarcazioni di Enea (eroe troiano, figlio di Anchise).

Sineddoche


La sinèddoche ha notevoli affinità con la metonimia, ma il rapporto fra i due termini in questo caso si basa sulla quantità: si sostituisce un termine con un altro che implica un’estensione maggiore o minore. I casi più diffusi sono i seguenti e sono presenti anche degli esempi di sineddoche:
- La parte per il tutto (e viceversa), come nell’espressione il mare è solcato da vele la parola vele significa imbarcazioni (la vela è una parte dell’imbarcazione).
- Il genere per la specie (e viceversa), come nell’espressione il felino (gatto) raggiunse la preda, in cui il termine felino (più esteso) sostituisce “gatto” ( più circoscritto: indica una specie felina). Allo stesso modo il termine mortali può sostituire la parola “uomini” e il termine macchina può essere usato in sostituzione di “automobile”.
-- Il singolare per il plurale, per esempio: il democratico non accetta la prepotenza, in cui democratico significa “tutti coloro che sono democratici”.
--Un numero determinato per l’inderterminato, come nell’espressione durerà per mille anni, nella quale mille anni significa un tempo lunghissimo e non mille anni esatti.

Personificazione


La personificazione consiste nel considerare oggetti o concetti astratti come persone rivolgendosi loro e facendole agire o parlare.
Esempio:
Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno / a le piaghe mortali / che nel bel corpo sì spesso veggio (Petrarca).
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