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Salvatore Quasimodo nacque a Modica in provincia di Ragusa nel 1901, compì gli studi tecnici a Palermo e frequentò il Politecnico di Roma . Visse in diverse città italiane, dove esercitò parecchi mestieri. Nel 1929 si stabilì a Firenze , dove entrò in contatto con il gruppo della rivista "Solaria" sulla quale pubblicò , nel 1930, la sua prima raccolta di
poesie Acque e terre. Nel 1932 uscì Oboe sommerso e nel 1936 Erato e Appollion, raccolte che indicarono in Quasimodo uno dei massimi esponenti dell'Ermetismo . In questa prima produzione , che comprende anche le liriche confluite nella raccolta Ed è subito sera pubblicata nel 1942, prevalgono l'attenzione ai paesaggi e ai miti della Sicilia insieme alla rievocazione della terra natale considerata il paradiso perduto. Nel 1934 Quasimodo si stabilì a Milano, dove esercitò l'attività di giornalista e ottenne la cattedra di Letteratura italiana al Conservatorio . Pur non partecipando attivamente alla Seconda guerra mondiale e alla Resistenza, si avvicinò alla politica e diede il suo apporto come autore di poesie impegnata e civile. Citiamo, al proposito , le raccolte: Con il piede straniero sopra il cuore (1946), Giorno dopo giorno (1947), La vita non è sogno (1949). Nel 1959 ottenne il premio Nobel per la letteratura. Quasimodo fu anche un traduttore assai noto e apprezzato di opere greche e latine. Quasimodo è senza dubbio uno dei poeti italiani che, come Ungaretti e Montale, meglio rispecchia il processo di trasformazione della lirica moderna e che più drammaticamente
interpreta le ansie dell'uomo contemporaneo. La prima fase della produzione poetica di Quasimodo può essere definita
ermetica ed è ripiegata nell'indagine individualistica. La drammatica esperienza del secondo conflitto mondiale, avvertito come una sconfitta dell'essere umano in quanto tale, fa maturare in lui una nuova concezione dei compiti del poeta nella società; prende così avvio il secondo periodo della produzione del poeta: egli assume il ruolo di testimone ,
ricostruendo in modo appassionato e fedele gli avvenimenti colti nel loro significato essenziale. Soprattutto la sua ultima produzione è animata da un accorato impegno umano e civile e da una maggiore comprensibilità; l'autore, aprendosi alle sofferenze degli altri uomini, vi approfondisce la meditazione sul dolore, indagando l'atroce realtà storica della Seconda guerra mondiale. Mori a Napoli nel 1968.

Uomo del mio tempo - poesia scritta dopo la seconda guerra mondiale e avente come tema fondamentale l'invito alla pace da tutte le fronti; è una poesia per non dimenticare gli orrori causati dalla guerra.

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

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