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La poesia “George Gray” è stata da Edgard Lee Masters ed è tratta da “Antologia di Spoon River”. Era un poeta statunitense nato nel 1868, si laureò in legge e fu avvocato per molti anni:nel frattempo si dedicò alla scrittura di poesie. Nel 1916 pubblicò nell'Antologia di Spoon River una serie di versi usciti precedentemente su un giornale locale. Con questo libro,che raccoglie frammenti della vita,della morale e della storia della provincia americana,Masters raggiunge un successo immediato, anche fuori dagli USA. In Italia fu scoperto da Pivano molti anni dopo la pubblicazione del libro. Morì nel 1950. Questa poesia parla di quest’uomo,George Gray, che ormai è morto, il quale commenta la sua lapide,sulla quale è incisa una barca con le vele ammainate in un porto. Questa non è però la sua destinazione,precisa il poeta, bensì la sua vita perché ha sprecato tantissime occasioni che gli si sono presentate:quando si è innamorato è scappato perché temeva le sofferenze che l’amore molto spesso provoca,probabilmente ha perso qualcuno a lui caro e anche in quel caso ha avuto paura,gli era capitata un ottima opportunità nel lavoro, ma temette gli imprevisti e rifiutò;ma nonostante tutte le sue paure,desiderava dare un senso alla propria vita e soltanto ora ha capito che nella vita dobbiamo rischiare, bisogna “alzare le vele e prendere i venti del destino dovunque spingano la barca” ma è consapevole che questo può portare alla follia.

Il poeta sostiene, infatti, che bisogna imparare ad impostare la propria vita di modo che abbia un senso perché una vita senza senso è il continuo desiderio di cose che non si possono avere,una barca che vuole andare per mare ma che comunque lo teme. La poesia si basa completamente su una metafora,quella tra George Gray e una barca in un porto perché questo gli permette di esprimere il concetto a pieno,non è in rima,non ci sono strofe ed è scritta in versi liberi. Il poeta con questa poesia cerca di spiegare che la vita è un occasione unica e che non dobbiamo sprecarla anche se a volte ce lo dimentichiamo. Questa poesia mi è piaciuta molto per la metafora che ha utilizzato Masters per esprimere il concetto e perché fa capire il vero senso della vita cioè che bisogna buttarsi e non bisogna lasciarsi frenare dalle paure.

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