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Primo Levi: vita ed opere


Levi Primo (19191987), scrittore torinese. Di famiglia ebrea, partecipò alla Resistenza durante la Seconda guerra mondiale; catturato, fu deportato nel Lager nazista di Auschwitz, in Polonia, e fu lucido testimone dell'Olocausto. Riuscì fortunosamente a resistere fino alla fine della guerra, avvantaggiato da vane circostanze: dal fatto che, essendo laureato in chimica, il suo lavoro era richiesto nella fabbrica di gomma adiacente al Lager, dalla conoscenza della lingua tedesca; dal fisico robusto benché minuto (gli bastavano razioni anche scarsissime di cibo). Liberato dai soldati russi il 27 gennaio 1945 insieme con pochi compagni rimasti vivi, una volta tornato in Italia esordi nel 1947 come scrittore con la sua opera più conosciuta, il romanzo-testimonianza Se questo è un uomo, dove narrò le inaudite sofferenze fisiche e morali subite dai prigionieri dei campi di concentramento. Ne La tregua (1963) raccontò la vicenda della liberazione da Auschwitz e le traversie del lungo viaggio di ritorno in Italia; pubblicò quindi la raccolta di racconti Storie naturali, sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila (1966). rivolgendo, con gusto dell'ironia e dell'assurdo, una pungente critica alla società contemporanea. Pubblicò due raccolte di poesie: Osteria di Brema (1975) e Ad ora incerta (1984). Tra le opere di narrativa vanno ancora ricordate La chiave a stella (1978), Se non ora quando 11982), /sommersi e i salvati (1987). Da segnalare l'intesa attività di giornalista, conferenziere e saggista. Morì suicida.
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