Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L’edonismo, secondo la filosofia epicurea, promuove la ricerca del piacere come via per raggiungere la felicità e la saggezza, attraverso l'assenza di desideri e il distacco dai beni materiali.
  • Platone interpreta l’edonismo come una ricerca di piaceri mondani e materiali, liberando l'uomo dall'ossessione della punizione divina e valorizzando la vita terrena.
  • Pietro Bembo, negli "Asolani", offre una codificazione dell'edonismo rinascimentale, sottolineando l'importanza di vivere i piaceri con equilibrio e misura, in armonia con la bellezza.
  • Il concetto di "carpe diem" di Orazio invita a godere del presente, evitando l'ansia di un futuro incerto, per vivere una vita più serena e appagata.
  • Il "locus amenus" nella letteratura edonistica rappresenta un ideale di vita serena e raffinata, contribuendo a definire l'estetica e la cultura delle corti rinascimentali.

L'edonismo e la filosofia epicurea

L’edonismo era una parola greca che indicava la “ricerca del piacere” e la filosofia epicurea, aveva come scopo finale la ricerca del piacere, l’unica possibilità che l’uomo aveva di diventare saggio e di non farsi più toccare dai beni materiali, provando la felicità. La ricerca del piacere veniva chiamata dagli epicurei “talaxemando”, ovvero piacere a riposo. In realtà l’uomo arriva al raggiungimento della felicità quando raggiungeva l’assenza del desiderio. Non desiderare nulla significa tutt’oggi essere appagato mentre, viceversa, desiderare qualcosa corrisponde all’essere inappagati. Soltanto quindi quando il piacere era a riposo, mentre il corpo si era veramente liberato delle cose mondane.

Platone e l'edonismo

Nella corrente dell’edonismo quindi erano espresse le idee filosofiche di Platone, non consistenti in un piacere grossolano e l’abbandono ai bagordi, ma una ricerca del piacere mondano e materiale, godendosi le gioie della vita. L’uomo si era finalmente liberato dall’ossessione della punizione divina, eterna, di una vita proiettata nel trascendente,attribuendo grande valore a sé stesso e alla vita terrena.

Pietro Bembo e la codificazione letteraria

Questo fenomeno culturale si tradusse nelle corti e trovò agli inizi del 1500, con Pietro Bembo, negli Asolani, una sorta di codificazione letteraria che spiegò come dovevano essere vissuti i piaceri della vita secondo un’etica, tipica dell’artista cortigiano e dell’amore.
L’ideale degli umanisti era la bellezza, ripresa dai classici come l’armonia, l’equilibrio, la misura che riportavano alla creazione di un’opera d’arte fondata sul bello che non veniva mai costruito sull’eccesso. Il movimento delle gioie della vita per non diventare “sfrenatezze” dovevano essere improntate sulla misura. La bellezza fisica riportava sempre a quella spirituale, erano due elementi che non si eliminavano ma si intersecavano, essendo l’uno il sopporto dell’altro. La bellezza raggiungeva la massima espressione nella figura femminile, insieme sensuale e spirituale.

Orazio e il carpe diem

Orazio, scrittore dell’età augustea, era uno dei poeti più grandi della letteratura latina, scrisse varie opere tra cui le Satire e le Odi. Tra queste, una in particolare divenne importante per il concetto del “carpe diem”, “. Con questa sua espressione egli evidenziava il fatto che l’uomo non dovesse vivere proiettato nel futuro, poiché altrimenti sarebbe subentrata l’ansia e avrebbe condotto una vita infelice. Agli uomini era stata offerta la possibilità di vivere il presente, poiché il passato era già esistito e il futuro era incerto. L’unica causa di infelicità dell’uomo era dovuta al desiderare sempre ciò che non aveva.

La caducità del tempo

Un altro concetto caro agli umanisti e ad Orazio era la caducità e la fugacità del tempo, veloce e inesorabile che cercava continuamente di sottrarre le cose agli uomini. L’uomo quindi doveva godersi le poche gioie che gli offriva la vita senza eccedere.
Uno degli aspetti dell’edonismo era la natura idillica, in cui ricorrevano alcuni elementi paesaggistici fissi. Nella letteratura latina compariva il “locus amenus”, cioé il luogo idillico, bello, quasi inesistente nella realtà, consistente in uno scenario naturale ricco di fiori, erbe, ruscelli, prati, in cui la vita scorreva serenamente. Questo concetto del locus venne ripreso dall’edonismo e non aveva soltanto una funzione decorativa, contribuendo a definire l’ideale di vita raffinata degli ambienti di corte.

L'intellettuale rinascimentale

In questo periodo nacque una nuova figura di intellettuale che viveva grazie alle sue opere, poiché veniva accolto nelle corti. Questi signori ovviamente offrivano protezione a questi intellettuali e alcune volte gli affidavano incarichi particolari come quello di ambasceria.
Nell'ambito dell'edonismo rinascimentale “Trionfo di Bacco e Arianna” era un’opera carnevalesca che scrisse Lorenzo de Medici, durante un carnevale a Firenze. I carri che sfilavano per più giorni erano accompagnati da cortei che cantavano. Lorenzo, signore della città, scrisse questo canto, riprendendo dall’antichità classica la storia del mito di Bacco e delle sue feste con alla base il concetto dell’edonismo. Non compariva fuori una completa gioia, poiché il carnevale era una felicità velata visto che la vita non poteva essere sempre simile ad esso. Dietro la canzone si nascondeva il concetto della fugacità del tempo.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'edonismo secondo la filosofia epicurea?
  2. L'edonismo, secondo la filosofia epicurea, rappresenta la "ricerca del piacere" come scopo finale per raggiungere la saggezza e la felicità, che si ottiene attraverso l'assenza del desiderio e il piacere a riposo.

  3. Come Platone interpreta l'edonismo?
  4. Platone non considera l'edonismo come un abbandono ai bagordi, ma come una ricerca di piaceri mondani e materiali, valorizzando la vita terrena e liberandosi dall'ossessione della punizione divina.

  5. Qual è il contributo di Pietro Bembo alla codificazione dell'edonismo?
  6. Pietro Bembo, con gli "Asolani", codifica l'edonismo letterario, enfatizzando un'etica dei piaceri che si basa su bellezza, armonia e misura, evitando l'eccesso e intersecando bellezza fisica e spirituale.

  7. Qual è il messaggio principale del "carpe diem" di Orazio?
  8. Orazio, attraverso il "carpe diem", invita a vivere nel presente per evitare l'ansia del futuro e l'infelicità derivante dal desiderare ciò che non si ha, sottolineando l'importanza di godere delle gioie della vita.

  9. Che ruolo ha la caducità del tempo nell'edonismo?
  10. La caducità del tempo è un concetto centrale nell'edonismo, che invita a godere delle poche gioie della vita senza eccedere, evidenziando la fugacità delle esperienze e l'importanza di apprezzare il presente.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community