L’edonismo e L’Idillio


Significato di edonismo


L’edonismo era una parola greca che indicava la “ricerca del piacere” e la filosofia epicurea, aveva come scopo finale la ricerca del piacere, l’unica possibilità che l’uomo aveva di diventare saggio e di non farsi più toccare dai beni materiali, provando la felicità. La ricerca del piacere veniva chiamata dagli epicurei “talaxemando”, ovvero piacere a riposo. In realtà l’uomo arriva al raggiungimento della felicità quando raggiungeva l’assenza del desiderio. Non desiderare nulla significa tutt’oggi essere appagato mentre, viceversa, desiderare qualcosa corrisponde all’essere inappagati. Soltanto quindi quando il piacere era a riposo, mentre il corpo si era veramente liberato delle cose mondane.
Nella corrente dell’edonismo quindi erano espresse le idee filosofiche di Platone, non consistenti in un piacere grossolano e l’abbandono ai bagordi, ma una ricerca del piacere mondano e materiale, godendosi le gioie della vita. L’uomo si era finalmente liberato dall’ossessione della punizione divina, eterna, di una vita proiettata nel trascendente,attribuendo grande valore a sé stesso e alla vita terrena.
Questo fenomeno culturale si tradusse nelle corti e trovò agli inizi del 1500, con Pietro Bembo, negli Asolani, una sorta di codificazione letteraria che spiegò come dovevano essere vissuti i piaceri della vita secondo un’etica, tipica dell’artista cortigiano e dell’amore.
L’ideale degli umanisti era la bellezza, ripresa dai classici come l’armonia, l’equilibrio, la misura che riportavano alla creazione di un’opera d’arte fondata sul bello che non veniva mai costruito sull’eccesso. Il movimento delle gioie della vita per non diventare “sfrenatezze” dovevano essere improntate sulla misura. La bellezza fisica riportava sempre a quella spirituale, erano due elementi che non si eliminavano ma si intersecavano, essendo l’uno il sopporto dell’altro. La bellezza raggiungeva la massima espressione nella figura femminile, insieme sensuale e spirituale.
Orazio, scrittore dell’età augustea, era uno dei poeti più grandi della letteratura latina, scrisse varie opere tra cui le Satire e le Odi. Tra queste, una in particolare divenne importante per il concetto del “carpe diem”, “. Con questa sua espressione egli evidenziava il fatto che l’uomo non dovesse vivere proiettato nel futuro, poiché altrimenti sarebbe subentrata l’ansia e avrebbe condotto una vita infelice. Agli uomini era stata offerta la possibilità di vivere il presente, poiché il passato era già esistito e il futuro era incerto. L’unica causa di infelicità dell’uomo era dovuta al desiderare sempre ciò che non aveva.
Un altro concetto caro agli umanisti e ad Orazio era la caducità e la fugacità del tempo, veloce e inesorabile che cercava continuamente di sottrarre le cose agli uomini. L’uomo quindi doveva godersi le poche gioie che gli offriva la vita senza eccedere.
Uno degli aspetti dell’edonismo era la natura idillica, in cui ricorrevano alcuni elementi paesaggistici fissi. Nella letteratura latina compariva il “locus amenus”, cioé il luogo idillico, bello, quasi inesistente nella realtà, consistente in uno scenario naturale ricco di fiori, erbe, ruscelli, prati, in cui la vita scorreva serenamente. Questo concetto del locus venne ripreso dall’edonismo e non aveva soltanto una funzione decorativa, contribuendo a definire l’ideale di vita raffinata degli ambienti di corte.
In questo periodo nacque una nuova figura di intellettuale che viveva grazie alle sue opere, poiché veniva accolto nelle corti. Questi signori ovviamente offrivano protezione a questi intellettuali e alcune volte gli affidavano incarichi particolari come quello di ambasceria.
Nell'ambito dell'edonismo rinascimentale “Trionfo di Bacco e Arianna” era un’opera carnevalesca che scrisse Lorenzo de Medici, durante un carnevale a Firenze. I carri che sfilavano per più giorni erano accompagnati da cortei che cantavano. Lorenzo, signore della città, scrisse questo canto, riprendendo dall’antichità classica la storia del mito di Bacco e delle sue feste con alla base il concetto dell’edonismo. Non compariva fuori una completa gioia, poiché il carnevale era una felicità velata visto che la vita non poteva essere sempre simile ad esso. Dietro la canzone si nascondeva il concetto della fugacità del tempo.
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