
La Prima Prova della Maturità 2026 si terrà il 18 giugno e la Tipologia A (analisi del testo) resta il pilastro del primo scritto. Gli studenti potranno scegliere tra due tracce ministeriali: un testo poetico e uno in prosa, riferiti ad autori italiani vissuti nel periodo compreso tra l’Unità d’Italia e il Novecento.
La prova di analisi testuale richiede non solo la capacità di comprendere e sintetizzare il brano, ma anche di svolgere un'analisi stilistica accurata e un'interpretazione critica che colleghi l'opera al contesto storico-culturale.
Per affrontare con successo questa tipologia, è indispensabile padroneggiare le principali correnti letterarie – dal Verismo all'Ermetismo – e conoscere i grandi autori ricorrenti come Verga, Pascoli, Montale e Pirandello.
Vediamo quindi nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere: come funziona la Tipologia A? Come prepararsi? Quali autori possono uscire?
Indice
- Tipologia A prima prova 2026: struttura dell'analisi del testo
- Tipologia A prima prova Maturità: esempi tracce anni precedenti
- Prima Prova Maturità 2026: la struttura della Tipologia A
- Tipologia A prima prova 2026: consigli sullo svolgimento
- Tracce svolte prima prova Maturità anno precedente
- Approfondimento sul periodo storico: le principali correnti letterarie post-unitarie
- Tracce prima prova Maturità 2026: approfondimenti
Tipologia A prima prova 2026: struttura dell'analisi del testo
La Tipologia A della prima prova propone due tracce, entrambe relative ad autori che hanno scritto tra l’Unità d’Italia e il Novecento.
Questa impostazione è stata introdotta nel 2019, quando il Ministero dell'Istruzione, con il contributo del linguista Luca Serianni, ha ampliato il ventaglio di scelte disponibili. L’analisi del testo comprende:
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Un testo poetico, generalmente di un autore di riferimento nella storia della letteratura italiana.
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Un brano in prosa, che lo studente dovrà analizzare, comprendere e sintetizzare per identificare concetti chiave e tematiche principali.
Tipologia A prima prova Maturità: esempi tracce anni precedenti
Per prepararsi, gli studenti possono consultare le tracce degli anni precedenti e farsi un'idea più chiara della struttura della prova. Qui di seguito, l’elenco delle tracce degli anni passati:
Prima Prova Maturità 2026: la struttura della Tipologia A
Il formato della prova resta invariato rispetto alle edizioni precedenti e si articola in due momenti principali.
Analisi e comprensione del testo
Nella prima parte della traccia, lo studente dovrà rispondere a domande mirate a testare la capacità di comprensione e analisi. Tra gli aspetti valutati ci sono la struttura metrica, l’uso delle figure retoriche e le scelte linguistiche dell’autore.
Questa sezione serve a verificare non solo la conoscenza del testo, ma anche la capacità di identificare temi centrali e tecniche espressive. La parafrasi o il riassunto del brano possono essere strumenti utili per chiarire i contenuti prima di passare alla fase successiva.

Interpretazione e commento
Dopo aver analizzato gli elementi chiave del testo, il maturando dovrà elaborare un commento personale, dimostrando di saper collegare il contenuto del brano al contesto storico e letterario.
L’interpretazione dovrà basarsi sia sulle conoscenze pregresse sull’autore, sia su un’analisi approfondita del testo. È importante sviluppare ipotesi interpretative coerenti, facendo riferimento al periodo storico e culturale in cui l’opera è stata scritta.
Tipologia A prima prova 2026: consigli sullo svolgimento
Benché l'analisi del testo abbia riscosso, nel corso degli anni, enorme successo tra gli studenti, indecisi tra il lanciarsi nella produzione di un testo scritto di attualità o cimentarsi nel commento e nella produzione di un testo argomentativo, ciò non significa che questa sia effettivamente la tipologia più semplice.
Occorrono infatti alcune nozioni, di carattere storico e non solo, per poter affrontare al meglio la tipologia A della prima prova di italiano. Quello che noi di Skuola.net possiamo fare, è darvi alcune dritte sul come preparare al meglio la prova:
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Leggere e comprendere: il primo consiglio è quello di leggere attentamente entrambe le tracce proposte. Una volta finita la comprensione, scegliete il brano su cui vi sentite più preparati.
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Periodo storico: come detto, un ripassino di storia è quel che ci vuole per non farsi cogliere impreparati. Nell'analisi del testo è infatti fondamentale conoscere il periodo storico in cui l'autore ha operato, per capirne le ragioni.
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Agite in base al brano scelto: se avete scelto un testo poetico, provate a fare una parafrasi sottolineando i passaggi che vi sembrano più importanti. Stessa cosa per i personaggi, se presenti. Se la vostra scelta è caduta sul brano in prosa, cercate invece di inquadrare l'opera, estrapolandone il contenuto.
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Rispondete: solo dopo aver compreso al meglio il testo potrete rispondere alle domande. Nel farlo, cercate di essere più esaustivi possibile. Cercate di essere concreti: ricordate che non conta la lunghezza delle vostre risposte, ma il contenuto.
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Interpretazione: riguardo al commento, provate ad arricchirlo con quanti più spunti riuscite a trovare. Chiaramente, tutto ciò che viene inserito nel commento dovrà essere pertinente al testo analizzato. Molto importante in questo senso è inquadrare i fatti nel giusto periodo storico.
Tracce svolte prima prova Maturità anno precedente
Se vuoi ancora qualche dritta su come svolgere la tipologia A della prima prova di Maturità 2026, allora non ti resta che dare uno sguardo alle tracce svolte degli scorsi anni. In questo modo potrai comprendere ancora meglio come sviluppare un’ottima analisi testuale.
Vuoi avere qualche dritta in più sui possibili autori della Maturità 2026? Allora può risultarti sicuramente utile dare uno sguardo a quelli che sono gli autori che, più di altri, siglano la propria presenza tra le tracce delle analisi testuali dell’esame di Stato.

Approfondimento sul periodo storico: le principali correnti letterarie post-unitarie
Per affrontare al meglio la Tipologia A della prima prova di Maturità 2026, è fondamentale avere una panoramica chiara delle principali correnti letterarie che si sono sviluppate tra l’Unità d’Italia (1861) e il primo Novecento, così come degli autori più significativi di questo periodo. Conoscere il contesto storico-letterario aiuta non solo a comprendere meglio il testo proposto, ma anche a formulare un'interpretazione più approfondita e coerente con l’epoca dell’autore.
Dopo l’Unità d’Italia, la letteratura italiana rispecchia i cambiamenti politici e sociali del Paese, passando da un’ispirazione ancora legata al Romanticismo a forme più moderne di espressione. Ogni corrente risponde alle esigenze e alle tensioni culturali di un’epoca in rapida trasformazione.
Verismo (fine Ottocento – primi Novecento)
Il Verismo nasce come una risposta al Romanticismo e ha come obiettivo quello di rappresentare la realtà in modo oggettivo e scientifico. Influenzato dal Naturalismo francese di Émile Zola, il Verismo italiano si concentra sulle condizioni di vita delle classi popolari e sulla descrizione di una società segnata dalle disuguaglianze.
Gli autori veristi rifiutano idealizzazioni e sentimentalismi, preferendo una narrazione asciutta, impersonale e basata sul linguaggio realistico del popolo.
Tra gli esponenti principali troviamo:
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Giovanni Verga: considerato il massimo esponente del Verismo, nei romanzi I Malavoglia e Mastro-don Gesualdo racconta il destino ineluttabile delle classi umili, legate a una concezione pessimistica dell’esistenza.
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Federico De Roberto: autore de I Viceré, un grande affresco sulla decadenza della nobiltà siciliana dopo l’unificazione d’Italia.
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Luigi Capuana: teorico del Verismo e autore di romanzi come Giacinta, in cui analizza il conflitto tra individuo e società.
Decadentismo (fine Ottocento – primi Novecento)
In contrasto con il Verismo, il Decadentismo rifiuta il realismo e privilegia la dimensione interiore, il sogno, il mistero e l’irrazionale. L’arte viene vista come espressione dell’individualità e della soggettività, e il poeta assume il ruolo di veggente o esteta.
La poetica decadente esalta la bellezza pura, il simbolismo e il linguaggio raffinato, spesso ricco di musicalità e suggestioni sensoriali.
Tra gli esponenti più importanti ci sono:
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Gabriele D’Annunzio: con romanzi come Il piacere, Il trionfo della morte e Le vergini delle rocce, esprime il culto della bellezza e dell’estetismo. Celebre anche come poeta, con la raccolta Alcyone.
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Giovanni Pascoli: con Myricae e I canti di Castelvecchio, sviluppa una poetica intima e simbolica, caratterizzata dall’uso di immagini evocative e dalla celebrazione dell’infanzia come rifugio dalla durezza della realtà.
Crepuscolarismo (primi del Novecento)
Il Crepuscolarismo si oppone al titanismo dannunziano e celebra la quotidianità, la malinconia e la semplicità della vita ordinaria. I poeti crepuscolari descrivono scenari modesti e marginali, con un linguaggio sobrio e dimesso.
Tra i principali esponenti:
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Guido Gozzano: nelle raccolte I colloqui e La via del rifugio, utilizza un tono ironico e nostalgico per raccontare la vita borghese.
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Sergio Corazzini: nella sua poesia emerge un senso di fragilità e malinconia, con testi brevi e delicati che esprimono una sensibilità nuova.
Futurismo (1909-1915 circa)
Il Futurismo è un movimento rivoluzionario che esalta la velocità, il progresso, la tecnologia e la modernità, rifiutando il passato e le tradizioni letterarie. I futuristi vogliono rompere con la cultura classica e propongono un linguaggio dinamico, aggressivo e sperimentale.
L’opera fondamentale del movimento è:
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Filippo Tommaso Marinetti: con il Manifesto del Futurismo (1909) e raccolte poetiche come Zang Tumb Tumb, esalta il dinamismo e l’energia della società moderna.
Ermetismo (anni ’30 e ’40)
L’Ermetismo nasce negli anni ’30 come una forma di poesia essenziale e concentrata sull’interiorità, caratterizzata da un linguaggio simbolico e conciso. I poeti ermetici cercano di esprimere l’inquietudine e il disagio esistenziale con versi brevi e densi di significato.
Tra i principali esponenti:
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Giuseppe Ungaretti: con L’allegria, porta avanti una poesia innovativa, ridotta all’essenziale, che esprime il dolore e la rinascita interiore.
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Eugenio Montale: con Ossi di seppia, sviluppa una poetica riflessiva, ricca di simboli e immagini che rappresentano il disagio dell’uomo moderno.
Altri autori rilevanti per la Tipologia A
Oltre ai protagonisti delle principali correnti, alcuni autori rappresentano un ponte tra diverse influenze letterarie e possono essere oggetto della Tipologia A della Maturità:
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Italo Svevo: autore di La coscienza di Zeno, romanzo fondamentale per il passaggio dalla narrativa realista alla modernità psicologica.
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Luigi Pirandello: con Uno, nessuno e centomila e Il fu Mattia Pascal, mette in discussione il concetto di identità e realtà.
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Dante Alighieri: il poeta eterno, anche se fuori dal periodo storico in questione, può sempre essere una carta jolly del Ministero.
Questi autori potrebbero essere selezionati per l’analisi del testo della prima prova di Maturità 2026. Un buon ripasso del loro stile, opere principali e contesto storico può essere determinante per affrontare al meglio l’esame. Ma non tralasciare gli altri!
Tracce prima prova Maturità 2026: approfondimenti
Qui di seguito, alcuni contenuti utili per prevedere gli argomenti della prima prova di Maturità 2026:
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