
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito seleziona le tracce della prima prova seguendo logiche complesse, dove la coerenza dei programmi scolastici si intreccia spesso con il dibattito culturale del momento.
Tuttavia, osservando il calendario del 2026, è impossibile non notare una singolare convergenza di anniversari legati ai Premi Nobel italiani. Sebbene non vi sia alcuna certezza matematica, i nomi di Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Giosuè Carducci ed Eugenio Montale rappresentano opzioni autorevoli che gli studenti farebbero bene a non sottovalutare durante il ripasso.
Ecco perché questi quattro giganti della nostra letteratura potrebbero tornare protagonisti sui banchi il prossimo giugno.
Indice
Luigi Pirandello: la crisi dell'io nell'era dei social
Il 2026 è l’anno di Luigi Pirandello. Ricorrono infatti i 90 anni dalla morte (1936) e il centenario della pubblicazione in volume di "Uno, nessuno e centomila" (1926).
Pirandello, Nobel per la Letteratura nel 1934, è stato il drammaturgo e romanziere che ha scardinato le certezze del primo Novecento. Attraverso il concetto della "maschera", ha spiegato che l'identità non è un monolite, ma un frantume di percezioni diverse.
Una traccia su di lui oggi sarebbe potentissima: nell'epoca dei profili Instagram e dell'identità digitale, il tormento di Vitangelo Moscarda che scopre di essere "nessuno" e “centomila” parla ai maturandi più di qualunque altro autore contemporaneo.
Grazia Deledda: cento anni dal primo Nobel femminile
Esattamente un secolo fa, nel 1926, Grazia Deledda riceveva il Premio Nobel a Stoccolma, diventando la prima (e finora unica) donna italiana a fregiarsi di questo titolo.
Autrice sarda di immenso vigore, la Deledda ha saputo trasformare la sua isola in un luogo mitico e universale. Nelle sue opere, come "Canne al vento" o "Elias Portolu", esplora il tema del peccato, del destino ineluttabile e della fragilità umana di fronte a una natura arcaica e potente.
Una sua traccia sarebbe un omaggio al merito femminile e un invito a riflettere sul legame tra radici locali e respiro internazionale della letteratura.
Giosuè Carducci: 120 anni dal primo trionfo italiano
Nel 1906, Giosuè Carducci fu il primo italiano in assoluto a ricevere il Nobel per la Letteratura. Il 2026 segna dunque i 120 anni da quel momento storico.
Carducci è stato il "poeta vate" della terza Italia, colui che ha cercato di dare una dignità classica e civile alla nuova nazione unita. Tra le sue opere più celebri ricordiamo le "Odi barbare" e le "Rime nuove".
Anche se il suo stile può apparire lontano dalla sensibilità moderna, una traccia su Carducci permetterebbe al Ministero di porre l’accento sul patriottismo culturale e sulla funzione civile del poeta, temi molto cari all'attuale linea governativa.
Eugenio Montale: 130 anni dalla nascita del poeta della modernità
Il 2026 segna i 130 anni dalla nascita di Eugenio Montale (1896), il premio Nobel che ha saputo dare voce allo scetticismo e alla lucidità del Novecento.
Montale è celebre per aver perfezionato la tecnica del correlativo oggettivo, di T.S. Eliot: la capacità di non descrivere direttamente un sentimento (come la tristezza o l'angoscia), ma di affidarlo a oggetti concreti o situazioni specifiche. Un "rivo strozzato", una "foglia riarsa" o un "muro che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia" diventano l'incarnazione fisica del "male di vivere".
Nelle sue raccolte fondamentali, da "Ossi di seppia" a "Le occasioni", fino alla svolta prosastica di "Satura", Montale indaga il senso dell'esistenza cercando "un anello che non tiene" nella catena delle necessità umane.
Prima prova Maturità 2026: gli autori degli anni precedenti
Qui di seguito, la lista degli autori selezionati per la prima prova di Maturità degli scorsi anni.
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2025: Pier Paolo Pasolini, "Appendice I a «Dal diario» (1943-1944)"; Giuseppe Tomasi di Lampedusa, "Il Gattopardo"
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2024: Giuseppe Ungaretti, "Pellegrinaggio"; Luigi Pirandello, "Quaderni di Serafino Gubbio operatore"
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2023: Salvatore Quasimodo, "Alla luna nuova"; Alberto Moravia, "Gli indifferenti"
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2022: Giovanni Verga, "Nedda"; Giovanni Pascoli, "Myricae"
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2019: Leonardo Sciascia, "Il giorno della civetta"; Giuseppe Ungaretti, "Risvegli"
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2018: Giorgio Bassani, "Il giardino dei Finzi-Contini"
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2017: Giorgio Caproni, "Versicoli quasi ecologici"
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2016: Umberto Eco, "Su alcune funzioni della letteratura"
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2015: Italo Calvino, "Il sentiero dei nidi di ragno"
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2014: Salvatore Quasimodo, "Ride la gazza, nera sugli aranci"
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2013: Claudio Magris, "L'infinito viaggiare"
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2012: Eugenio Montale, "Ammazzare il tempo"
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2011: Giuseppe Ungaretti, "Lucca"
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2010: Primo Levi, "La ricerca delle radici"
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2009: Italo Svevo, "La coscienza di Zeno"
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2008: Eugenio Montale, "Ripenso il tuo sorriso"
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2007: Dante Alighieri, "Paradiso, Canto XI"
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2006: Giuseppe Ungaretti, "L'isola"
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2005: Dante Alighieri, "Paradiso, Canto XVII"
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2004: Eugenio Montale, "La casa sul mare"
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2003: Luigi Pirandello, "Il piacere dell'onestà"
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2002: Salvatore Quasimodo, "Uomo del mio tempo"
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2001: Cesare Pavese, "La luna e i falò"
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2000: Umberto Saba, "La ritirata in piazza Aldrovandi a Bologna"
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1999: Giuseppe Ungaretti, "I fiumi"