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La proposizione finale

La proposizione finale è una subordinata che esprime il fine o lo scopo di quanto è annunciato dalla proposizione reggente.
In italiano è in forma esplicita se ha il modo congiuntivo ed è introdotta dalle congiunzioni "affinché" o "perché";
è in forma implicita se ha il modo infinito ed è introdotta dalle preposizioni "per, a, di" oppure dalle locuzioni "allo scopo di, al fine di".
In latino il modo del verbo è il congiuntivo:


    congiuntivo presente se il verbo della reggente è un presente o un futuro (tempi principali);

      congiuntivo imperfetto se il verbo della reggente è un imperfetto, un perfetto o un piuccheperfetto (tempi storici)

      Il congiuntivo è preceduto da ut se la finale è positiva/affermativa; è preceduto da ne se la finale è negativa.

      Per rendere la finale in forma esplicita bisognerà tradurre ut con "affinché" o ne con "affinché non"; il congiuntivo si traduce con il congiuntivo presente o imperfetto italiano.
      es: Magister discipulos monet / ut studeant (cong. pres)
      (principale) (finale)
      "Il maestro ammonisce gli allievi affinché studino"

      es: Magister discipulos monuit / ut studerent (cong. imp)
      (principale) (finale)
      "Il maestro ammonì gli allievi affinché studiassero"

      Per rendere la finale in forma implicita bisognerà tradurre ut o ne con la preposizione "per", "di" oppure "a" o con una locuzione come "allo scopo di, al fine di"; il congiuntivo si traduce con l'infinito.
      es: Antonium invitamus / ut Romae maneant
      (principale) (finale)
      "Invitiamo Antonio a rimanere a Roma"

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