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Zaire – L’uomo e l’ambiente


Scoperto nel XV secolo dai Portoghesi, lo Zaire venne esplorato nell’Ottocento da Livingstone e Stanley. Passato sotto il dominio belga alla fine del secolo scorso come proprietà personale di re Leopoldo II (si chiamava, infatti, Congo belga), il Paese si rese indipendente nel 1960. Nel 1967 un referendum popolare, trasformando profondamente la costituzione, portò all’istituzione della Repubblica presidenziale guidata da un unico partito politico, il Movimento Popolare della Rivoluzione (M.P.R.) che detiene attualmente il potere. Nonostante le ricchezze naturali, le condizioni socio-economiche sono ancora molto modeste e il reddito pro-capite uno dei più bassi del mondo. Per un Paese di grandi dimensioni come lo Zaire (oltre sette volte l’estensione dell’Italia), la popolazione non è eccessivamente numerosa: lo Zaire conta, infatti, poco meno di 30 milioni di abitanti, insediati sugli altipiani, nelle zone minerarie e agricole, raccolti prevalentemente in villaggi rurali. La popolazione appartiene quasi interamente al ceppo Bantu, ma si divide in numerose famiglie umane che determinano una grande eterogeneità linguistica e culturale. Vi sono anche piccole minoranze sudanesi, nilotiche e pigmee. Lingua ufficiale della Nazione è il francese; vengono tuttavia parlate numerose lingue e dialetti locali. Oltre il 20% della popolazione segue religioni animiste, il resto è di religione cattolica e protestante.
Kinshasa: Capitale del Paese, sorge sulla riva destra dello Zaire e conta oltre 2.600.000 abitanti. Centro politico e amministrativo, la città si distingue anche per l’intenso traffico commerciale e come centro industriale e culturale: ospita, infatti, due università.
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