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Udine: Agricoltura, allevamento, industrie


L’agricoltura, particolarmente prospera nella bassa pianura friulana e sulle colline, è l’attività più redditizia della regione. Le coltivazioni più diffuse sono quelle del granoturco, del frumento, dei foraggi, degli alberi da frutto e della vite; i boschi delle montagne carniche forniscono abbondante legname. Gli alti pascoli favoriscono l’allevamento, soprattutto di bovini, e le piantagioni di gelso l’allevamento del baco da seta. Assai prospera è la pesca, praticata nelle lagune litoranee e nel Golfo di Trieste. La grande industria ha i suoi centri nei cantieri navali di Monfalcone e di Trieste; inoltre a Trieste si trovano raffinerie di petrolio e officine meccaniche. Lo sviluppo delle rimanenti industrie è ancora modesto: nella zona di montagna funzionano parecchie centrali idroelettriche, segherie di legname e miniere di blenda e di galena (a Cave del Predil). A Pordenone si trovano stabilimenti tessili; a Maniago e a Tolmezzo coltellerie, e a San Daniele del Friuli salumifici. Il legname delle folte foreste della Carnia costituisce una delle maggiori risorse economiche della regione. Il turismo dà pure un notevole contributo all’economia della regione, con le stazioni di villeggiatura della Carnia, con la piaggia di Grado e col centro storico-archeologico di Aquileia. Commercio e comunicazioni: Il Friuli-Venezia Giulia è attraversato dalle strade e dalle ferrovie che conducono in Austria (Sella di Tarvisio) e in Iugoslavia; su queste ultime, però, date le non intese relazioni economiche e politiche dell’Italia coi paesi dell’Europa orientale, si svolge un traffico internazionale di secondaria importanza. Anche il commercio è nel complesso piuttosto languido.
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