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Le dolomiti: Agricoltura, allevamento, industrie


L’agricoltura è sviluppata nei limiti consentiti dalle condizioni del terreno. I fondovalle sono coltivati quasi senza interruzione a segala, a patate, a foraggi, a orzo, a tabacco e, soprattutto, ad alberi da frutto (meli, peri e susini). Vi alligna anche la vite, abbarbicata alle pendici più basse dei monti, che dà una discreta produzione di vino. Ingenti sono i redditi forniti dal legname, in conseguenza della straordinaria ricchezza dei boschi. Notevoli i proventi dell’allevamento dei bovini, assai praticato nelle valli e sulle montagne. Molto sviluppate le industrie idroelettriche, grazie alla copiosissima disponibilità d’acqua; gli impianti più poderosi utilizzano le acque del Lago di Molveno e del lago artificiale del Noce. In molte zone si estraggono marmi e porfidi. Non mancano industrie meccaniche, chimiche, tessili, della marmellata e della birra (Merano); tuttavia le attività industriali tipiche della zona sono quelle connesse con il turismo, molto ben organizzato: alberghi, servizi automobilistici, funivie, seggiovie, rifugi, guide alpine, tutto invoglia il turista a visitare la regione. Anche alcune risorse dell’artigianato, quali gli intagli e le statuine di legno della Val Gardena, sono legate al turismo. Il commercio, sia di transito sia dei prodotti locali, è assai intenso, ed è facilitato dalle ottime strade interne e da quelle che collegano la regione con la Lombardia, con il Veneto e con l’Austria attraverso i passi del Brennero e di Dobbiaco. La spina dorsale del sistema ferroviario è rappresentata dalla ferrovia internazionale del Brennero, che allaccia la Pianura Padana all’Austria; essa è completata dalla diramazione che, attraverso il valico di Dobbiaco, conduce pure in Austria.
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