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Terni: Agricoltura, allevamento, industrie


L’occupazione prevalente è l’agricoltura. Il suolo dell’Umbria, a eccezione delle zone montuose improduttive e, di anno in anno, sempre meno popolare, è largamente coltivato; prevalgono le colture di cereali, olivi, tabacco e viti, dalle quali si ricavano buoni vini; i più rinomati sono quelli bianchi di Orvieto. L’Umbria tiene inoltre il primato italiano nella produzione dei tartufi. Non molto estesi sono i boschi, che però forniscono buoni quantitativi di legna. Assai praticato è l’allevamento, che si avvantaggia dei vasti pascoli di montagna: sono diffusi tanto i suini quanto i bovini e gli ovini. Scarsa è l’industria moderna, a eccezione di Terni, ove risiedono stabilimenti siderurgici, chimici e tessili e centrali elettriche. Notevoli sono pure le industrie perugine della pasta alimentare e, più ancora, delle caramelle e dei cioccolatini. Molto fiorente è l’artigianato: ferri battuti a Perugia; ricami e merletti a Orvieto e Assisi; ceramiche a Gubbio, Deruta e Gualdo Tadino. Il turismo dà notevoli redditi, per la grande attrattiva del soave paesaggio umbro e delle molte città ricche di arte e di storia. Tuttavia, per l’insufficiente attrezzatura alberghiera e per l’inadeguato sviluppo della rete stradale, esso è ancora lontano dal produrre tutti i frutti che potrebbe dare. Perciò economicamente l’Umbria è una delle regioni “depresse”. Commercio e comunicazioni: l’Umbria è percorsa da due linee ferroviarie di grande comunicazione: la Firenze-Roma, che passa per Orvieto, e la Roma-Terni-Falconara, allacciate fra di loro dal tronco Terontola-Perugia-Foligno. Le strade più importanti che attraversano la regione sono quella trans appenninica sul tracciato dell’antica Via Flaminia, affiancata dalla ferrovia Roma-Falconara, e quelle da Perugia ad Arezzo e da Perugia alla Romagna, lungo la Valle Tiberina.
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