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Una straordinaria ricchezza etnica

La regione sud-orientale dell'Asia costituisce una zona di passaggio e di incontro tra aree culturali diverse, tra Occidente e Oriente, tra mondo indiano e mondo cinese e giapponese, tra Asia e Oceania, lungo il ponte dei suoi arcipelaghi. Per secoli, popolazioni diverse si sono incontrate qui, arrivando per mare sulle navi o penetrando attraverso le isole. Pellegrini e monaci indiani hanno portato la religione buddhista e mercanti e viaggiatori vi hanno sovrapposto quella islamica. La cultura cinese vi è giunta con gli scambi commerciali e con l'immigrazione, ma si è concentrata nelle città.
L'estremo frazionamento geografico in isole, valli strette, golfi e penisole isolate ha favorito il frazionamento politico di questo territorio, che sussiste ancora oggi. In passato fiorirono grandi regni in Indocina e in Indonesia, ma nessuno riuscì a unificare l'intera regione.

Solo in Indonesia oggi si contano circa trecento gruppi e diversi, ciascuno con una propria lingua. Gli Indonesiani discendenti dalle antiche indigene costituiscono forti comunità a Sumatra, con i batak, nel Borneo e a Celebes, con i niassei, gli alfuri, i dayak, i toraja. L'elemento australoide di papua prevale nell'Irian jaya. In Indocina i popoli indigeni furono i Khmer, insediati in Thailandia e in Cambogia, cui si sovrapposero i Thai , o siamesi, giunti da nord in successive migrazioni e accomunati con i lao del Laos e con i meo e gli yoa dall'uso della stessa lingua . Nelle foreste della Thailandia , in condizione primitiva, vivono nuclei di semang e di Keren, i quali ancora oggi sono cacciatori e raccoglitori.

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