Concetti Chiave
- Il Sahara è culturalmente diviso tra le regioni a nord, dominate da famiglie linguistiche asiatiche come camiti e semiti, e quelle a sud, abitate principalmente da popolazioni nere.
- A sud del Sahara, le popolazioni sono suddivise in tre aree etnico-linguistiche: sudanese, nilotica e bantu, con sudanesi e bantu che costituiscono circa il 70% della popolazione africana.
- I bantu, il gruppo etnico predominante nell'Africa centro-meridionale, si sono espansi a sud, influenzando le popolazioni autoctone come pigmei, boscimani e ottentotti.
- In Madagascar si è verificata una fusione unica con etnie asiatiche, in particolare malese e indonesiana, che ha arricchito il panorama culturale dell'isola.
- Circa cinque milioni di discendenti europei e numerosi asiatici vivono in Africa, con l'afrikaans parlato dalla maggior parte dei bianchi in Sudafrica e lingue coloniali come il francese e l'inglese utilizzate come ufficiali in vari paesi.
Qual è la divisione culturale del Sahara?
Si distinguono due aree culturali: le regioni a nord del Sahara e quelle a sud. Nell’Africa a nord del Sahara prevalgono due famiglie linguistiche di origine asiatica: quella dei camiti e quelle dei semiti. L’insediamento più antico è stato quello di camiti che si sono fusi con le popolazioni autoctone dando vita a etnie come i berberi e i tuareg.
Alla famiglia dei semiti appartengono invece gli arabi. Berberi e arabi rappresentano circa un quarto degli africani.
Popolazioni a sud del Sahara
A sud del Sahara le popolazioni nere sono suddivise in tre aree etnico-linguistiche: sudanese, nilotica e bantu. Sudanesi e bantu rappresentano insieme circa il 70% delle popolazione africana. Il gruppo etnico sudanese occupa lo spazio compreso tra il Sahara e il Golfo di Guinea, mentre i popoli nilotici, originati dalla fusione tra neri, semiti e camiti, vivono nelle regioni comprese fra il Sahara e l’Africa orientale.
Espansione e fusione etnica
I bantu sono il gruppo maggioritario nell’Africa centro-meridionale. I bantu si sono espansi dal cuore dell’Africa verso sud sottomettendo o spingendo in aree meno ospitali le popolazioni autoctone: pigmei, boscimani e ottentotti, ovvero i più antichi abitanti dell’Africa subsahariana.
I pigmei, un tempo diffusi in una vasta regione estesa dal Sudan all’Africa centro-orientale, vivono oggi in ristrette aree forestali dell’Africa centrale. I boscimani, antichi abitanti delle savane, sono in gran parte confinati in un’area del deserto del Kalahari, tra Botswana e Namibia, all’interno di riserve.
Presenza europea e asiatica
Nel Madagascar si è avuta un’originale fusione con etnie asiatiche, soprattutto di origine malese e indonesiana. In Africa vivono anche circa cinque milioni di discendenti degli europei e numerosi asiatici, tra cui un milione di indiani, per lo più insediati lungo le coste orientali e nel Sudafrica. La maggior parte dei bianchi che vive in Sudafrica parla l’afrikaans. In molti Paesi inoltre la popolazione utilizza come lingue ufficiali quelle degli antichi Paesi colonizzatori, soprattutto il francese e l’inglese.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali famiglie linguistiche presenti nell'Africa a nord del Sahara?
- Come sono suddivise le popolazioni a sud del Sahara?
- Qual è l'impatto dell'espansione dei bantu sulle popolazioni autoctone?
Nell'Africa a nord del Sahara prevalgono due famiglie linguistiche di origine asiatica: i camiti e i semiti, con i berberi e gli arabi che rappresentano circa un quarto della popolazione africana.
Le popolazioni nere a sud del Sahara sono suddivise in tre aree etnico-linguistiche: sudanese, nilotica e bantu, con i sudanesi e i bantu che rappresentano insieme circa il 70% della popolazione africana.
I bantu, essendo il gruppo maggioritario nell'Africa centro-meridionale, si sono espansi verso sud, sottomettendo o spingendo in aree meno ospitali le popolazioni autoctone come pigmei, boscimani e ottentotti.