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Popolazioni indigene del’Africa

Le popolazioni indigene dell’Africa appartengono in gran parte al gruppo negrida, suddivise in numerose razze e tribù che costituisco un campo inesauribile di studio per gli etnologi. Le più conosciute sono gli Etiopi, i Boscimani,, i Pigmei, i popoli nomadi de Sahara.
Gli Etiopi, il cui nome significa”volto bruciato”, vivono nella fascia africana compresa fra il 5° e il 25° parallelo di latitudine nord. Sono di statura alta, con capelli crespi, cranio allungato e di carnagione scura. Le attività tradizionali sono l’allevamento e la pastorizia e le loro religioni predominanti la religione cristiana e musulmana.
I boscimani, il cui nome significa”uomini del bosco” è una popolazione di razza gialla, oggi, però in via di estinzione. Il loro livello di vita è fra i più bassi di tutta l’Africa. Le attività economiche tradizionali sono la raccolta e la caccia, servendosi di frecce avvelenate.
Pigmei sono noti per la loro bassa statura La sopravvivenza delle comunità pigmee e delle loro tradizioni è messa in pericolo sia dall'impoverimento ambientale e dalla deforestazione quanto dalla difficoltà di integrazione nella società africana moderna. Il loro habitat naturale è costituito dalle intricate foreste equatoriali da cui sono capaci di tratte tutto il necessario per vivere. La caccia è la principale occupazione degli uomini, effettuata con frecce avvelenate mentre le donne sono esperte nella raccolta di frutti, bacche, miele, funghi e lumache. I bambini sono esperti nella pesca e riescono a catturare i pesci con le mani. Purtroppo la moderna civiltà africana tende a privarli del loro ambiente naturale al di fuori del quale hanno notevoli difficoltà a sopravvivere. Addirittura succede che Molte comunità vengano sfrattate illegalmente dal loro territorio con la scusa di conservare l’ambiente. Nel Camerun sud-orientale, ad esempio, gran parte della terra ancestrale dei “Pigmei” è stata trasformata in parchi nazionali oppure assegnata a società che organizzano safari di caccia per i turisti.
Una situazione diversa è quella delle popolazioni nomadi del Sahara, composta da Tuaregh, Tebù e Fezzanesi. Nei deserti africani, gli uomini vivono di allevamento e la scarsità di pascoli li costringe a spostarsi continuamente sia per nutrire gli animali che per nutrire se stessi. Gruppi di famiglie vivono sotto le tende, accontentandosi di un nutrimento frugale ed usando il cammello come unico mezzo di locomozione. L’abitazione caratteristica è la tenda, formata da pelli cucite e ancorata con paletti di legno. Gli uomini indossano ampie tuniche di cotone, spesso di colore blu ed hanno il viso coperto (es. gli uomini blu dei Tuaregh). In estate questi popoli si spingono fino ai confini con la savana dove praticano il baratto con altre popolazioni. Molti di essi vengono arruolati dagli stati confinanti per costituire una sorta di polizia del deserto.
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