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La popolazione multietnica


Fino a una trentina d’anni or sono la popolazione delle città italiane era
costituita del tutto o quasi da persone che discendevano dai vecchi abitanti tutti si conoscevano tra loro, parlavano uno stesso dialetto, avevano le stesse tradizioni. Insomma, formavano una comunità solida, compatta, con una stessa cultura.
La situazione è cominciata a cambiare negli ultimi decenni del secolo scorso, con l’afflusso di gruppi di persone provenienti da varie parti del mondo, detti extra comunitari, perché arrivati da Paesi che non fanno parte dell’Unione europea.
Dapprima, negli anni Settanta del secolo scorso, vi sono state immigrazioni di vietnamiti, profughi della guerra che ha devastato il Sud Vietnam; negli anni Ottanta si sono intensificate le immigrazioni dall’Africa settentrionale e nord-occidentale, dall’America meridionale e dalla Turchia. Negli anni Novanta del Novecento e all’inizio di questo secolo la situazione si è complicata perché gli immigrati (dalla Russia, dalla Cina, dalla Penisola balcanica e dall’Africa) sono aumentati al di là di previsione. Per di più molti sono in Italia illegalmente, in quanto privi del permesso di soggiorno, documento necessario in ogni Paese del mondo perché uno straniero possa risiedervi per un certo periodo. La città deve accogliere anche immigrati.
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