Ominide 13147 punti

A Lisbona, capitale del Portogallo, che insieme alla Spagna forma la penisola iberica, il turista ammira un grande monumento, la Torre di Belem, sull'estuario del fiume Tago, che si getta nell'Oceano Atlantico. Da cui salpavano le navi dei grandi esploratori oceanici, come Vasco da Gama, che scoprì la rotta verso le favolose Indie. Saldata all'Europa dalla catena dei Pirenei, la penisola iberica è bagnata sugli altri tre lati dal mare, ed è come un immenso trampolino che dall'Europa si slancia nell'Atlantico. I 13 km dello stretto di Gibilterra separano dall'Africa la penisola iberica, crocevia di popoli che hanno lasciato nelle storiche e meravigliose città, nelle opere d'arte e nei nomi dei luoghi le monumentali tracce della loro esistenza.
Un tempo, la penisola iberica era ricoperta da vasti boschi. L'opera dell'uomo ha ridotto il manto vegetale a poco più del 5% del territorio: campi, pascoli e città hanno preso il posto delle distese di querce e di pini, che ancora rivestono, però, le zone pirenaiche. Il clima arido dell'interno (la meseta) favorisce la presenza di una vegetazione rada, stepposa, sulla quale si alza l'albero dell'ulivo, il "principe" della flora mediterranea. Le grandi querce da sughero in Spagna si chiamano pajareras, "uccielliere", su cui nidificano aironi, spatole, cicogne, nibbi.

Hai bisogno di aiuto in Geografia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email