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Oceania fisica

Le numerose isole che compongono l’Oceania hanno origini diverse: montagne sommerse, montagne vulcaniche, rilievi di origine corallina. Inoltre le isole più vicine al continente, cioè la Melanesia, un tempo formavano un unico territorio con l’Australia e con la Nuova Zelanda. Grandi sconvolgimenti tellurici fecero sprofondare una buona parte del continente, di cui rimasero, pertanto, sopraelevate sul mare soltanto le parti più alte. La zona occidentale dell’ Oceano Pacifico è stata ed è ancora attualmente quella più ricca di vulcani: dei 450 ancora attivi sulla Terra, ben 353 sono collocati nell’Oceania. Molte isole si sono formate a seguito del deposito dei lava dei vulcani sottomarini. La maggior parte delle isole dell’Oceano Pacifico e soprattutto quelle della Polinesia sono di origine corallina perché l?oceano, con la sua temperatura costante, mai inferiore ai 20° e le sue acque limpide e poco profonde, crea le condizioni necessarie ed ottimali per la vita dei coralli.
Il nome Oceania con cui si indica il continente e le isole che costituiscono questa parte della terra è molto recente: fu usato per la prima volta nel 1815 dal naturalista francese Lesson. Alcuni anni dopo, la parte continentale fu chiamata Australia, prendendo come punto di riferimento l’espressione “Terra Australis Incognita” con cui veniva chiamato l’ipotetico continente che si credeva occupasse i mari australi per bilanciare le masse del Vecchio e del Nuovo Mondo. Prima, invece di Australia, si usava il termine Nuova Olanda.
La parte insulare dell’Oceania risulta raggruppato in arcipelaghi, disposti in tanti archi. Gli archi più interni formano la Melanesia e la Nuova Zelanda, gli intermedi la Micronesia e gli esterni la Polinesia.
La Melanesia sono gli arcipelaghi che si estendono a nord e a nord-est dell’Australia, della Nuova Guinea, delle isole Figi e della Nuova Caledonia. Il nome di Melanesia fu dato a queste terre perché abitate da indigeni o con la pelle scura (Melanesia = terra delle isole nere) e forse anche perché quasi tutte le isole sono più meno coperte da una densa e cupa foresta equatoriale, impenetrabile persino alla luce. Le isole melanesiane sono, in buona parte, di origine vulcanica ed il suolo è montuoso, aspro impervio.
La Micronesia o “terra delle piccole isole” è il nome dato a tutti i piccoli gruppi insulari a nord e nord-est della Melanesia. L’origine di queste isole è varia:; si distinguono le isole di origine vulcanica, di solito grandi e alte e quelle numerosissime di origine corallina, basse, piatte, spesso a forma di atollo. In tutto si tratta di 1450-1500 isole, la maggior parte deserte. L’isola maggiore è quella di Guam
La Polinesia o “terra dalle molte isole” è il nome attribuito al vasto e sparso mondo insulare distribuito ad oriente della Melanesia, della Micronesia e della Nuova Zelanda. La maggior parte di queste isole è di origine corallina e quindi sono terre molto base.
Nell’Oceano Pacifico si trovano anche le più profonde depressioni abissali, di cui ben 10 superano i 9.000 metri di profondità. La massima è la fossa delle Marianne la cui profondità raggiunge ben 11.521 metri.
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