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Le forze che modellano la Terra

Da un punto di vista geologico, i continenti sono quattro: l’antico, formato dal blocco euroasiatico e africano; quello costituito dalle Americhe; l’Oceania, costituita dall'Australia, e da una miriade di isole; ed infine l’Antartide, ricoperta da un’enorme calotta di ghiaccio. L’estensione delle terre emerse e il loro aspetto, cioè il paesaggio creato dai vari elementi morfologici, cambiano in continuazione non solo per cause artificiali, cioè quelle provocate dall'azione umana, ma anche per effetto di due grandi tipi di forze: quelle endogene, cioè che si formano all'interno della Terra e provocano sia l’innalzamento dei rilievi sia le eruzioni vulcaniche e i terremoti; e quelle esogene, cioè che agiscono sulla superficie esterna della Terra, e consistono soprattutto nell'azione erosiva svolta dall'acqua (pioggia, fiumi, maree), dal vento, dalle forti variazioni della temperatura dell’aria, dai movimenti dei ghiacciai. L’erosione rappresenta il più potente fattore di modellamento del territorio e può essere suddivisa in tre fasi distinte: la disgregazione delle rocce e del suolo, il trasporto di questi detriti (ciottoli, sabbia, terra, ecc.) e il loro deposito in altri luoghi. È così che si formano le pianure alluvionali, “costruite” in migliaia di anni grazie all'accumulo di rocce frantumate trasportate dai fiumi.

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