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Concetti Chiave

  • L'emigrazione permanente su larga scala dall'Europa iniziò nell'800, con migrazioni verso Australia, America e Sudafrica.
  • Il flusso migratorio più significativo si registrò tra l'inizio del XX secolo e la Prima guerra mondiale, con circa un milione di partenze annuali.
  • Negli anni '70 si assistette a un movimento di ritorno degli emigrati, mentre lavoratori di altre nazionalità iniziarono a occupare i posti lasciati liberi.
  • Le politiche migratorie europee, avviate con il Trattato di Amsterdam nel 1997, mostrano obiettivi comuni ma differenze nelle normative tra i Paesi.
  • La multietnicità è cresciuta non solo nelle grandi città, ma anche in piccole e medie, con oltre 30 comunità straniere che superano le centomila persone in Europa.

Migrazioni europee nell'800

Sin dall’antichità, i popoli europei hanno viaggiato da una parte all’altra del continente alla ricerca di nuovi spazi per vivere e lavorare.

Solo nell’800 iniziò un’emigrazione permanente su larga scala.

Migliaia e migliaia di europei, senza terra e senza lavoro, si spostarono in Australia, in America e in Sudafrica.

I progressi tecnologici nel campo dei trasporti favorirono queste emigrazioni, velocizzando notevolmente i viaggi attraverso gli oceani.

Flussi migratori del XX secolo

Il flusso migratorio più ingente si ebbe dall’inizio del XX secolo fino alla Prima guerra mondiale, quantificabile in circa un milione di partenze all’anno.

Il periodo tra le due guerre mondiali registrò invece un calo delle emigrazioni.

Nel secondo dopoguerra diventarono sempre più importanti i flussi migratori interni al continente.

Ritorno e nuovi flussi migratori

Un movimento inverso si ebbe nei primi anni 70, quando iniziò la fase di ritorno nei luoghi d’origine degli emigrati, grazie al miglioramento delle condizioni economiche.

Un numero considerevole di lavoratori africani, asiatici e latino-americani prese allora il posto della manodopera europea.

Dagli anni 90, sono inoltre iniziati notevoli flussi dall’est all’ovest del continente.

Nel territorio dell’Unione Europea arrivano ogni anno oltre 500mila immigrati, molti dei quali clandestini.

Politiche migratorie europee

Nel 1997 il Trattato di Amsterdam aveva fornito le prime indicazioni per tentare di coordinare le iniziative dei vari Paesi per l’immigrazione.

Anche se apparentemente tutti i Paesi hanno obbiettivi comuni, i singoli governi continuano a comportarsi in modo diverso e a mantenere una propria competenza per le normative sugli ingressi

Tutti gli Stati europei, comunque, concordano sul fatto che per invertire la tendenza dell’aumento dei flussi migratori occorre evitare la fuga, causata dalla disoccupazione e dal sottosviluppo, dai Paesi più poveri, aiutandoli nella strada dello sviluppo economico.

Multietnicità nelle città europee

Fino a qualche decennio fa la multietnicità era evidente soltanto nelle grandi metropoli, come Parigi o Londra.

Oggi anche città piccole e medie ospitano consistenti comunità provenienti da varie parti della Terra, spesso insediate in zone urbane some quartieri etnici.

In Europa oggi sono più di 30 le comunità straniere con un numero di componenti superiore alle centomila persone.

In molti Paesi sono numerosi gli immigrati di seconda generazione, cioè i figli e le figlie di immigrati, nati però nel Paese di adozione.

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Domande da interrogazione

  1. Quali fattori hanno contribuito all'emigrazione permanente su larga scala nell'800?
  2. L'emigrazione permanente su larga scala nell'800 è stata favorita dalla mancanza di terra e lavoro per migliaia di europei, insieme ai progressi tecnologici nei trasporti che hanno velocizzato i viaggi attraverso gli oceani.

  3. Come sono cambiati i flussi migratori europei nel XX secolo?
  4. Nel XX secolo, il flusso migratorio più significativo si è verificato tra l'inizio del secolo e la Prima guerra mondiale, con circa un milione di partenze all'anno, mentre tra le due guerre mondiali si è registrato un calo, e nel secondo dopoguerra sono aumentati i flussi migratori interni.

  5. Qual è la situazione attuale della multietnicità nelle città europee?
  6. Oggi, la multietnicità non è più limitata alle grandi metropoli, ma anche città piccole e medie ospitano comunità significative provenienti da diverse parti del mondo, con oltre 30 comunità straniere in Europa che superano le centomila persone.

Domande e risposte

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