Per sapere quanti siamo in Italia si usano gli indicatori demografici che tengono conto del tasso di natalità, del tasso di mortalità, della densità, ecc... Si viene così a sapere che in 135 anni la popolazione è raddoppiata dal 1861 (dopo l'unità d'Italia i tassi di natalità e mortalità erano alti con 40 nati ogni 1000 abitanti) al 1996 (la natalità è diminuita causando l'invecchiamento della popolazione con un'età media di 65/75 anni); si prevede che dal 2000 in poi la popolazione sarà composta da soli anziani con notevoli ripercussioni in campo sanitario, pensionistico e sociale (nel 2023 31 persone su 100 saranno anziani).
Come mai ci sono questi valori di popolazione? La risposta é semplice: perché ci sono state, ci sono e ci saranno sempre le immigrazioni (alla fine del 1997
gli immigrati regolari erano oltre 1 milione, oggi sono triplicati perché l'Italia per loro che scappano da guerre, carestie e malnutrizione è un paese "d'oro": essi vengono soprattutto da Siria, Afghanistan, Albania, Romania, Bangladesh, Somalia, Turchia, ecc... Il loro arrivo ha dato 2 vantaggi alla società italiana: hanno occupato i posti di lavoro più umili e hanno aumentato culturalmente e demograficamente la popolazione italiana) e le emigrazioni (interna con gente del Sud Italia che va al Nord per lavoro e per una qualità di vita migliore e all'estero, soprattutto verso America, Australia e Paesi del Centro e del Nord Europa). In Italia oggi ci sono più di 60 milioni di abitanti distribuiti in 301.323 chilometri quadrati di superficie con una densità media di 199 abitanti per chilometro quadrato. Le regioni con maggiore densità di popolazione sono:

-Campania (424);
-Lombardia (374);
-Liguria (306);
Le regioni meno popolate sono:
-Trentino Alto Adige (67);
-Basilicata (61);
-Valle d'Aosta (36).

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