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EUROPA CENTRO-SETTENDRIONALE

L’Europa centro-settentrionale comprende numerosi Stati, molto diversi per dimensioni territoriali e demografiche e per caratteristiche culturali ed economiche. Possono essere divisi in quattro aree. A nord vi sono i Paesi scandinavi ( Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda) ai quali si unisce per aspetti culturali la Danimarca. Lungo la costa continentale del Baltico si affacciano Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. Nel centro del continente si trovano i Paesi dell’area tedesca e quelli dell’area ex comunista. Nell'Europa centro-settentrionale vi sono diversi ambienti naturali. A nord le terre antichissime della Scandinavia sono fortemente modellate dai ghiacciai; il territorio dell’Islanda invece è caratterizzato dalla presenza di molti vulcani. Al centro si estende il grande Bassopiano Germanico, intervallato da bassi rilievi (Massiccio Renano, Selve) e attraversato da fiumi importanti, come il Reno, l’Elba e la Vistola che si gettano nel Mare del Nord e nel Baltico.

L’Europa centro-settentrionale è caratterizzata da una notevole varietà di lingue: da quelle indoeuropee a quelle uraliche. Anche per quanto riguarda le confessioni religiose vi è una forte complessità: la Romania è l’unico Paese dove prevale la Chiesa ortodossa, mentre Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria sono in gran parte cattoliche. ‘’Isole’’ cattoliche resistono anche in Germania, culla del protestantesimo, che poi si è diffuso in tutta l’area scandinava e in Svizzera.
L’Europa centro-settentrionale è il motore economico dell’intero continente e in genere offre ai suoi cittadini un alto tenore di vita. I Paesi sono molto integrati dal punto di vista produttivo e commerciale; gli scambi sono intensi e facilitati dall'abbondanza di infrastrutture.
Nonostante questo si riscontrano profonde differenze tra i vari Paesi: si va dalla Germania, quarta economia al mondo in termini di Prodotto Interno Lordo, alla Romania che è ancora uno dei Paesi più poveri del continente all’Ovest, ma sperimentano una rapida crescita trainata dalla delocalizzazione della produzione da parte delle imprese occidentali.
Nella Penisola Scandinava, dove è più forte la presenza pubblica, in genere si ha un elevato livello di Sviluppo Umano. I casi sono diversi: dalla Norvegia che sfrutta le notevoli risorse petrolifere alla Finlandia e alla Svezia che puntano sull'innovazione.
In Islanda però lo sviluppo accelerato basato sulla finanza ha causato una profonda crisi, portando lo Stato sull'orlo della bancarotta.

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