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Estonia- demografia e modelli urbani, popoli e culture

La densità degli abitanti è bassa, così come l'urbanizzazione, anche se, in seguito al processo di industrializzazione, negli ultimi anni è aumentato il numero degli abitanti dei centri urbani.
La capitale è Tallin, un centro dinamico e accogliente; fu conquistata dai danesi in epoca medievale. La città, che possiede belle vestigia del Medioevo ed è chiamato affettuosamente dagli abitanti "la vecchietta", è una nota località turistica, con giardini che si aprono tra le case, alla cui progettazione hanno partecipato anche architetti italiani. Tartu è la seconda città dell'Estonia; sorge all'interno lungo il corso di un fiume ed è un centro universitario importante. Altra città di rilievo è Narva, che si estende al confine con la Russia.
Gli estoni furono sottomessi alla Russia fin dal 1710; in precedenza si erano avvicendati nella regione danesi, cavalieri dell'Ordine Teutonico e svedesi. Ottennero una certa autonomia nel 1917 e proclamarono l'Estonia Repubblica indipendente nel 1918. All'inizio della Seconda guerra mondiale l'Estonia fu privata della propria sovranità e incorporata nell'Unione Sovietica fino al 1991, quando ottenne l'indipendenza. Nel 2004, infine, dopo aver completato il cambiamento politico ed economico, l'Estonia è entrata a far parte dell'Unione Europea e della NATO.

La popolazione è per la gran parte di religione luterana; sono presenti minoranze russe, finne, tatare ed ebree. Come tutti i Paesi Baltici, anche l'Estonia ha una ricca tradizione di feste popolari, collegate al lavoro nei campi. Per ogni attività, la semina, la raccolta, la mietitura, la preparazione della birra, vi sono musiche e balli specifici. Il "Festival della Canzone e della Danza", che si tiene ogni anno all'inizio dell'estate a Tallinn, è uno dei più importanti. Circa 9 mila danzatori estoni occupano lo stadio, e si esibiscono in danze tradizionali, indossando antichi costumi. Il giorno successivo i cantanti mostrano l'unione culturale del Paese, unendo la propria voce a quella del pubblico. Vi sono poi i musicisti, che utilizzano strumenti popolari: tra questi c'è il "gusli dalle molte corde", che fu usato anche dall'eroe leggendario del poema epico Kalevala.

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