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Slovacchia- demografia e modelli urbani, popoli e culture

In passato la Slovacchia è stata una terra di grandi emigrazioni, dirette in particolare verso gli Stati Uniti. Oggi la popolazione è in leggera crescita e la densità demografica è considerevole, se si tiene conto della conformazione del territorio.
L'economia prevalentemente agricola del Paese ha finora rallentato lo sviluppo degli insediamenti urbani. La popolazione vive in piccoli centri, concentrati soprattutto nella fertile pianura occidentale. Le città sono poche e di dimensioni medio-grandi; anche la capitale non supera il mezzo milione di abitanti.
Bratislava, una delle più giovani capitali dell'Europa, sorge ai piedi dei Piccoli Carpazi quasi al confine con l'Austria e l'Ungheria. Situata sul Danubio, la città è diventata nel corso del Novecento un importante porto fluviale e un nodo di comunicazione ferroviaria; è un attivo centro commerciale e sede di industrie alimentari, metallurgiche, tessili e chimiche.

Kosice è la seconda città del Paese ed è un centro industriale e commerciale.
La maggioranza della popolazione è di origine slovacca e di religione cattolica; consistente è però la minoranza ungherese, con cui convivono zingari, cechi, polacchi e ucraini. Alla fine della Seconda guerra mondiale furono invece allontanati i sudeti, di origine tedesca. Alcune tensioni vi sono soprattutto con la minoranza ungherese, che da sempre gode di diritti limitati: recentemente, tuttavia, su sollecitazione dell'Unione Europea, i rapporti sono migliorati e gli ungheresi hanno trovato una loro rappresentanza al governo. Non è così per gli zingari, nei confronti dei quali esiste ancora una forte discriminazione, che rende difficile l'accesso al lavoro e il diritto all'istruzione di questa minoranza.

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