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Economia dell'Austria

L’impero austro-ungarico aveva scelto l’autarchia economica: poiché la sua produzione era appena sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale e non era all’altezza dei mercati internazionali.
La Bassa Austria, la Stiria Superiore, la Boemia, la Slesia e la Moravia godevano del progresso, ma il resto del territorio non prendeva parte all’evoluzione industriale.
Inoltre, gli ostacoli come le Alpi, i Carpazi e il Carso rendevano difficile la coesione economica tra le regioni. Con la caduta della monarchia asburgica, i danni economici furono gravi, poiché l’Austria perse il 70% delle sue industrie, zone agricole e minerarie. Lo Stato austriaco possedeva però uno sviluppato settore dei servizi (centri amministrativi, banche, compagnie assicurative). Verso gli anni Venti l’Austria era riuscita a riassestare la propria economia, ma la crisi del 1929 provocò un crollo finanziario. Inoltre, aggravò la situazione la Seconda Guerra mondiale. Da qui l’Austria riavviò i rapporti con l’Italia, la Svizzera, la Cecoslovacchia, la Romania, l’Ungheria, la Polonia e la Jugoslavia.

Dal 1955 fu rapida la crescita economica dell’Austria e il motivo è stato un sistema sociale basato su una “pace sociale” dove non ci sono conflitti tra lavoratori e datori di lavoro. Nel 1997 la Germania risulta il più importante partner commerciale dell’Austria, sia come paese esportatore che importatore; l’Italia si colloca al secondo posto.
Il settore terziario (57% del PIL) è il pilastro più forte dell’economia austriaca, grande rilievo è assunto da turismo e commercio. Il settore secondario rappresenta il 39% del PIL ed è caratterizzato da industrie e artigianato, in particolare è sviluppato il settore meccanico, chimico e alimentare. Il settore primario costituisce il 3% del PIL. Garantisce il fabbisogno alimentare per alcuni prodotti come lo zucchero, i latticini e la carne bovina. Le coltivazioni agricole coprono 1/5 del territorio e si coltivano perlopiù cereali, patate e la vite.
Il bosco è una delle ricchezze del Paese, si tratta di conifere che ricoprono il 46% della superficie totale. L’Austria è al quinto posto a livello mondiale per l’esportazione di legname di conifere.

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