Video appunto: Comacchio - Interesse artistico
Originariamente, a Comacchio, l’insediamento si è sviluppato su di un sistema di cordoni fatti di dune, appena emergenti dagli acquitrini circostanti, che all’inizio si configurava come una specie di arcipelago che, solo più tardi, ha assunto un aspetto unitario, quale si presenta oggi. A differenza delle altre cittadine delle lagune, come Chioggia, non è possibile percorre interamente a ritroso le vicissitudini storiche di Comacchio perché all’inizio del XVI secolo, dopo aver perso ogni importanza economica, fu invasa dall’esercito veneziano e completamente distrutta.
Per questo motivo, non ci restano testimonianze né medioevali, né rinascimentali.

La città sorge su di un’area piuttosto ricca di reperti archeologici; infatti, nelle vicinanze abbiamo i ritrovamenti della città di Spina, molto prospera in epoca etrusca. Altri reperti ci fanno supporre che esistesse un centro abitato già all’inizio dell’era volgare, luogo ideale per la produzione e la commercializzazione del sale. Per lo stesso motivo, più tardi, essa suscitò l’invidia di Venezia che non esitò ad attaccarla più volte e a nulla valse che Comacchio si fosse rifugiata sotto la protezione di Ferrara. Le ostilità, a cui oltre agli Estensi, prendono parte anche i Da Polenta, signori di Ravenna, terminano nella seconda metà del XV secolo, quando la Repubblica di Venezia sottomette tutto il territorio e si assicura il monopolio del sale nella regione ferrarese. Tuttavia, le contese fra la Serenissima e gli Estensi continuano e Venezia decide di porre fine in modo drastico alle ostilità nel 1509, saccheggiando sistematicamente i luoghi, distruggendo la città e facendo strage degli abitanti. Gli Estensi intervennero per realizzarvi interventi idraulici, ma i questo non ci resta alcuna testimonianza. Comacchio ricomincia a vivere nel XVII secolo quando passa sotto la dominazione dello Stato della Chiesa il quale si preoccupa di recuperare la funzione produttiva delle valli e contemporaneamente di rilanciare Comacchio dal punto di vista urbanistico. Gli interventi sono numerosi: ricostruzione di molte stazioni di pesca, ristrutturazione del porto e creazione di un nuovo canale di collegamento con Comacchio, sistemazione di canali interni e miglioramento della viabilità interna. Questi interventi contribuirono a rendere più vivibili le condizioni igieniche della città, fino ad allora disastrosa. Pertanto, la città conobbe una forte ripresa edilizia a cui fece seguito
un’intensificazione del tessuto residenziale nelle tredici isole che la componevano. Come conseguenza si ebbe anche la realizzazione di numerosi edifici religiosi e civili di notevole valore artistico. Tuttavia, questo momento di prosperità ebbe una durata breve poiché nel 1675, lo Stato della Chiesa decise di chiudere le saline di Comacchio per favorire quelle di Cervia per cui la cittadina si avvia di nuovo verso un periodo di involuzione. All’inizio del XVIII secolo, Comacchio passò sotto il dominio degli Asburgo ed il nuovo regime rimette mano alla ristrutturazione delle saline e attua un miglioramento delle comunicazioni fra le valli ed il mare. Durante il periodo napoleonico, i Francesi intendevano fare di Comacchio il porto di tutta l’area padana, ma il progetto non fu mai realizzato. Prima dell’unità d’Italia, la città fu di nuovo sotto il dominio papale sotto il quale essa subì importanti trasformazioni anche in senso negativo come la demolizione di sei ponti lungo la strada principale. Col tempo, in pratica, la fitta rete di canali fu trasformata in fitta rete stradale, cambiamento reso necessario dalle bonifiche che continueranno fino in epoca fascista. La conseguente urbanizzazione ha inciso, ovviamente, anche sulla struttura della città
Oggi Comacchio è un comune di più di 22000 abitanti. Le principali attività sono attualmente connesse al turismo, soprattutto estivo-balneare, alla pesca commerciale, alla vallicoltura Molto importante anche l'attività legata alla manifattura delle anguille marinate. Essa è apprezzata, sul piano del turismo culturale , anche per aver mantenute intatte nel tempo buona parte delle proprie caratteristiche architettoniche legate alla presenza di canali, palazzi antichi e di alcuni ponti monumentali che le conferiscono l'aspetto tipico delle città lagunari che si trovano più a nord, come Chioggia e come altre città della laguna veneta.
Nelle vicinanze si trova la celebre Abbazia di Pomposa, fondata dai monaci benedettini nel VII e di grande importanza come centro culturale per tutto il Medioevo.