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Potenza–Generalità

Fin dal primo millennio avanti Cristo in questa terra si erano stanziati i Greci, che avevano fondato ricchissime città sulla costa ionica. In seguito la regione fu occupata dai Romani, che la chiamarono “Lucania” perché il suo territorio era tutto coperto di boschi (“lucus”, in latino, significa bosco, selva). Nel periodo delle invasioni barbariche la malaria cominciò a diffondersi nelle zone costiere e di pianura, spopolandole. Soltanto le borgate e le città costruite sui monti rimasero abitate. Durante il Medioevo prevalse nella denominazione della regione la voce “Basilicata”, dal termine greco “basilikòs” con cui furono designati i suoi governatori, dopo la conquista bizantina effettuatasi nel VI secolo. Fino all’annessione al Regno d’Italia, avvenuta nel 1860, la regione seguì le sorti del Regno Meridionale. Oggi la Basilicata è quasi interamente sanata dall’antica piaga della malaria: ciò nonostante la sua economia è assai depressa per la scarsità delle risorse locali e per la tendenza degli abitanti a cercare altrove migliori condizioni di vita. La popolazione: le condizioni di vita poco ospitali della Basilicata spiegano come essa sia una delle regioni meno popolate d’Italia e come in passato abbia fornito un contributo rilevantissimo alla emigrazione permanente. La popolazione è composta in maggioranza da contadini e da pastori laboriosi, di costumi sobri, che vivono da secoli raggruppati nei centri della zona montuosa, situati quasi sempre in posizioni elevate. Solo così potevano infatti sfuggire alla malaria e alle incursioni piratesche, cui un tempo andavano soggette le località della costa e della Piana di Metaponto. Oggi, col progredire delle bonifiche, anche queste località, per tanto tempo quasi deserte, si vanno popolando.
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