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La Cina è il terzo stato del mondo per estensione di territorio. Solo la Russia e il Canada sono più vasti. L'immenso spazio cinese, che dalle montagne più alte del mondo, raggruppate nella catena himalaiana, scende con poderosi contrafforti e altopiani fino al Mar Giallo e ai Mari della Cina, è distribuito in due aree: l'esterma, a occidente, aspra, montagnosa, arida e poco abitata (4% della popolazione), l'interna, a oriente, ondulata di antiche colline tondeggianti e aperta in grandi pianure alluvionali, rese fertili dai fiumi. Qui si concentrano le risorse del sottosuolo, la maggior parte degli abitanti e le principali città, come l'antica capitale Xian e quella odierna: Pechino. Grandi fiumi dai nomi meravigliosi, Huang He, Fiume Giallo, Chang Jiang, Fiume Azzurro, scendono dai ghiacciai dell'altopiano tibetano per gettarsi nel Mar Giallo e nel Mar Cinese orientale. Nei millenni, le loro acque hanno disegnato nella Cina interna vaste pianure alluvionali, che il vento ha ricoperto di fini detriti rocciosi, rendendole morbide e fertili. Tondeggianti colline e alti massicci orlano le pianure, trasformando questa parte del paese in una varia scultura di ambienti geografici, in cui vivono numerossime specie di animali, di fiori e di piante. Nell'estate, i monsoni soffiano in questa zona, portando la pioggia, che è più abbondante al sud. Salendo verso il nord, il clima si fa meno umido: il colore del paesaggio sfuma nel giallastro delle aride steppe.

Fotografato dal satellite, il territorio cinese assomiglia a una gigantesca scala che da ovest digrada verso l'Oceano Pacifico. Il primo gradino di questa scala e l'altopiano tibetano, il "tetto del mondo", con la sua altitudine media di 4.500 m. Il secondo gradino si "abbassa" a 2.000 m di media, sfumando nei deserti stepposi della Mongolia. Questi territori formano la regione occidentale o "Cina esterna", la parte più aspra e misteriosa del paese. Le catene montuose, che si innalzano parallele nella direzione ovest-est, hanno nomi fantasiosi: gli Altaj, o "Monti d'oro"; i Tian Shan, "Monti celesti'' fino al favoloso Himalaya, con il suo immenso gioiello ghiacciato, l'Everest. La terra sprofonda anche in depressioni e deserti, come il terribile Taklimakan, nella provincia dello Xinjiang, punto d'incrocio di antichissime strade commerciali verso l'India, la Russia, l'Europa, lungo le quali transitarono uomini coraggiosi, come il grande viaggiatore Marco Polo. Anche se i maggiori fiumi della Cina, il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro, sgorgano dalle alte montagne del Tibet, incoronate dai ghiacciai, l'enorme estensione della Cina occidentale è caratterizzata da forte aridità e da elevata escursione termica: il suo clima è continentale, con inverni gelidi, resi ancor più rigidi dai furiosi venti di origine polare, e non mitigati dal mare, troppo lontano. Qua e là occheggia l'azzurro dei laghi, resi salati dalla violenta evaporazione. Più a nord, in Mongolia, si distende la giallastra e sabbiosa solitudine del Gobi, un deserto segnato dalle piste dei cammelli, dalle carovane, e dai gruppi di nomadi che abitano le caratteristiche yurte.

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