Asia

L’estensione del continente è un terzo di tutte le terre emerse, la densità media è più alta della media mondiale. La popolazione non è distribuita in modo omogeneo; la natalità è in calo. Il continente registra un disequilibrio nello sviluppo delle varie aree: a realtà molto ricche come il Giappone si contrappongono regioni più povere. Media della vita intorno ai 65 anni; la mortalità infantile supera il 50%. la maggior parte della popolazione vive nelle campagne ma negli ultimi anni si è registrato un rapido processo di urbanizzazione; l’agglomerato urbano comporta problemi di disagio economico e sociale. A ovest abitano gli europoidi (popolazioni di Europa, Africa del nord e Asia occidentale) e ad est i mongoloidi (Asia orientale e amerinda precolombiana). Grande varietà di lingue parlate: a ovest prevalgono le lingue semitiche; le lingue indoeuropee sono parlate in Armenia, Iran, Afghanistan, Pakistan e India; le lingue sinotibetane sono parlate in Turchia e Asia centrale; le lingue dravidiche sono parlate nel Deccan e nello Sri Lanka.

Politica

La politica dell’Asia è stata segnata da due fenomeni: la decolonizzazione e l’avvento del socialismo. Negli anni ‘90 si sono verificate molte trasformazioni come la disgregazione dell’Unione Sovietica e l’apertura della Cina all’economia di mercato. Oggi nel continente coesistono governi democratici, regimi semifeudali (Arabia Saudita), monarchie costituzionali e teocrazie (Iran). La Turchia ha avuto un percorso particolare: dopo la prima guerra mondiale il generale Kemal organizzò un’insurrezione nazionalista con l’intento di far ritirare dal territorio turco le potenze vincitrici. Nel 1923 venne proclamata la Repubblica Turca e Kemal tentò di avvicinare la Turchia all’Occidente. Oggi il paese aspira a entrare nell’UE ma il paese non risponde ai parametri richiesti in quanto non esiste libertà di pensiero ed espressione, corruzione, pericolo di fughe capitali all’estero.

Economia

Al primo posto tra le attività economiche rimane l’agricoltura di sussistenza che richiede un grande impegno di manodopera ed è caratterizzata da scarsa produttività. Gran parte del territorio è inutilizzabile a scopi agricoli e quindi le terre coltivabili sono sfruttate in eccesso. Si sta affermando l’agricoltura di mercato; le piantagioni producono per il mercato mondiale gomma, tè, caffè, cotone, canna da zucchero e tabacco. Sono agricole le zone interne mentre sulle coste ha avuto grande impulso l’industrializzazione. Oggi l’industria è in forte espansione e sfrutta le immense risorse del continente come il petrolio (Siberia), gas naturale (Cina e Indonesia), uranio (Kazakistan) e risorse idroelettriche (centrali sui fiumi Angara, Eufrate e Enisej). Il comparto manifatturiero è sviluppato in Giappone; l’industria pesante sta crescendo soprattutto in Siberia mentre quella leggera è concentrata a Taiwan, Singapore e Hong Kong. Molto arretrate sono le infrastrutture: le vie di comunicazione non soddisfano le esigenze tanto che in alcune zone si usano le piste carovaniere. Di recente è stato avviato lo sviluppo di reti stradali e di scali aeroportuali. Le comunicazioni telematiche e i servizi del terziario avanzato sono in espansione (Giappone e India). Nel comparto commerciale si distingue il commercio tradizionale basato su mercati urbani o rurali che soddisfa le modeste esigenze locali, il nuovo commercio desinato ai mercati nazionali e internazionali caratterizzato da flussi di esportazioni.
L’India è la più popolosa democrazia della Terra. Negli ultimi tempi si è registrata una crescita economica e in continuo sviluppo sono i settori avanzati della ricerca e delle nuove tecnologie. 49 lavoratori su 100 sono impiegati nel settore agricolo (frumento,riso,mais,soia) dove praticano un’agricoltura di sussistenza; l’allevamento bovino permette la produzione di latte e burro. L’industria è orientata sul comparto tessile, alimentare, meccanico e chimico di base. Il PIL pro capite è molto basso; ¼ della popolazione sopravvive al di sotto della soglia di povertà e il 68% vive nelle campagne spesso inquinate dall’agricoltura intensiva. Lo sfruttamento del carbone comporta un pesante inquinamento atmosferico. Il tasso di alfabetizzazione è del 66%; pesante discriminazione femminile e lavoro minorile. L’emigrazione delle campagne comporta gli spostamenti di contadini verso le città dove vivono di stenti.
La Cina è il terzo paese del mondo per estensione ed è il primo per il numero di abitanti distribuiti irregolarmente sul territorio; densità elevata nelle regioni orientali delle grandi pianure, bassa nel centro e bassissima a ovest. Il Partito Popolare Cinese che è a capo della Repubblica Cinese sta trasformando l’economia in senso capitalistico; ha progressivamente abbandonato l’economia pianificata e si è aperta all’economia di mercato (sviluppo: proprietà privata, libertà all’iniziativa economica). Dagli anni ‘80 ha un tasso di sviluppo intorno al 10% annuo. E’ la seconda potenza economica mondiale ma è ancora in crescita in quanto il reddito pro capite resta basso. La Cina è il primo esportatore mondiale ed ha sviluppato gli investimenti nei paesi avanzati. Il 48% della popolazione vive nelle campagne; è il primo produttore mondiale di frumento, riso, patate, frutta, tabacco, tè, cotone. Il settore secondario occupa il 30% dei lavoratori e fornisce la metà del PIL. Sono presenti produzioni industriali di base e manifatturiere; l’energia viene fornita dal carbone. Aria, acqua e suolo sono molto inquinati. L’apertura all’economia capitalistica ha comportato forti squilibri tra la piccola, la grande borghesia e i contadini. La grande borghesia è legata al potere politico, la piccola borghesia caratterizzata da tecnici, operai e impiegati. Numerosi flussi migratori interni. Le condizioni di lavoro sono a volte disumane (10-15 ore e sottopagati).

Aree regionali

Quattro aree: Federazione Russa; Asia Occidentale (paesi arabi del Mediterraneo e del golfo del Persico, Israele, Iran, Iraq e Afghanistan); Asia Centrale ( paesi del Caucaso e quelli affacciati sul Mar Caspio); Asia centro-meridionale (subcontinente indiano); Asia orientale e sud-orientale (Cina, Mongolia; Giappone, Filippine, Indonesia).
Asia occidentale: è una delle aree più tormentate al mondo, c’è una diffusa conflittualità in cui si scontrano grandi interessi internazionali. Gli stati che ne fanno parte sono 14: Turchia, Siria, Libano, Israele e Giordania che si affacciano sul Mediterraneo; la penisola arabica si divide in Arabia Saudita, Yemen, Oman, Kuwait, Emirati Arabi, Qatar e Bahrein; Iran e Iraq e alcuni includono anche l’Afghanistan.
Africa centrale: comprende i paesi del Caucaso (Armenia, Azerbaigian, Georgia); paesi del mar del Caspio (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan e Kirghizistan). Ricca di riserve naturali, sono in progettazioni oleodotti e gasdotti in grado di trasportare petrolio e gas fino in Cina e Pakistan. Un oleodotto è stato inaugurato nel 2006, si sviluppa dalla capitale azera attraverso la Georgia e la Turchia orientale fino al Mediterraneo. L’oleodotto attraversa regioni di forti tensioni politiche e ad alto rischio sismico.
Asia centro-orientale: il subcontinente indiano è suddiviso tra Pakistan, India, Bangladesh, Sri Lanka, Nepal e Bhutan. Presenta grandi bacini idrici che fanno della regione una delle più densamente popolate; la popolazione vive nelle aree rurali, villaggi spazi nelle campagne, sulle montagne e foreste. La popolazione urbana a malapena raggiunge il 25% ma il flusso delle campagne verso le città è in aumento.
Asia orientale e sud-orientale: comprende la Mongolia, Cina, Corea del Nord e del Sud, gli stati della penisola indocinese (Thailandia, Malaysia, Singapore, Laos), Giappone, Taiwan, Indonesia, Filippine. La densità della popolazione è molto alta e incide sull’ambiente. E’ la fascia più popolosa del pianeta, la distribuzione della popolazione non è omogenea: deserti e foreste rendono invivibili alcune zone mentre i vulcani favoriscono gli insediamenti. L’economia si basa sull’agricoltura non meccanizzata che impiega un alto numero di lavoratori ma fornisce rese basse. Il Giappone è uno dei paesi più industrializzati al mondo grazie alla tecnologia e all’organizzazione del lavoro. Il Giappone è la seconda potenza economica dell’Asia e la terza al mondo. Anche altri paesi come la Corea del sud, Singapore e Taiwan hanno trasformato le loro economie e oggi si occupano di elettronica, finanze e trasporti.
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