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Le risorse non sono infinite

Tutte le risorse indispensabili per la vita umana provengono dalla Terra e dall’energia solare. Occorre distinguere tra risorse rinnovabili, quelle che quando vengono consumate si riformano (come le risorse agricole, l'acqua, il vento) e risorse non rinnovabili, quali i minerali, il petrolio ecc., che si trovano nella crosta terrestre in quantità limitate, e una volta utilizzate non si riformano oppure possono riformarsi, ma in tempi geologici. Il problema principale è legato alle risorse non rinnovabili, alcune delle quali molto scarse.

Una risorsa rinnovabile ma preziosa: l'acqua

L'acqua è un bene di primaria importanza, poiché senza di essa non sarebbe possibile alcuna forma di vita sulla Terra. Nonostante il fatto che l'acqua sia una risorsa rinnovabile, che grazie al ciclo dell'acqua giunge sulla Terra sotto forma di precipitazioni atmosferiche (pioggia, neve), essa sta diventando un bene sempre più prezioso e non disponibile per tutti. Questo è dovuto a fattori di ordine diverso
• in primo luogo le precipitazioni non si distribuiscono in modo uniforme sulla Terra, in quanto sono legate al tipo di clima, umido in certi paesi, secco in altri;
• in secondo luogo i consumi di acqua sono in continuo aumento, sia quelli domestici sia quelli dell'agricoltura e dell'industria, specialmente nei paesi ricchi;
infine a ridurre la quantità d'acqua “pura” concorrono gli inquinamenti dei fiumi e delle acque sotterranee, prodotti dagli scarichi urbani, industriali e anche dell'agricoltura e dell'allevamento.
L'acqua "pura" è sempre più rara a causa degli inquinamenti, ad opera dell’agricoltura, dell’allevamento, dell'industria e degli scarichi domestici.

Le risorse non rinnovabili

Le risorse non rinnovabili comprendono i minerali, compresi il petrolio e il carbone. Il consumo di queste materie prime è in costante aumento, soprattutto parte dei paesi industrializzati, e per alcune di esse si teme l'esaurimento, se non si ridurranno i consumi o non verranno individuati nuovi giacimenti nella crosta terrestre. Per evitare di rimanere privi di materie prime importanti, paesi più ricchi attuano una politica di sfruttamento delle riserve altrui e conservazione delle proprie. Per ovviare alla carenza di alcuni minerali esistono diversi tipi di intervento, come il riciclaggio o la sostituzione con altri materiali. Per quanto riguarda le risorse minerarie è anche legato un problema ecologico, quello della loro concentrazione. In natura vi sono infatti elementi chimici che, pur non essendo pericolosi se distribuiti uniformemente in piccole quantità lo diventano se sono concentrati in quantità notevoli in una determinata località. È il caso delle sostanze radioattive che diffuse in piccole quantità nella crosta terrestre, sono praticamente innocue mentre, concentrate nelle centrali, nei depositi, nei mezzi di trasporto o negli accumuli di scorie, diventano un rischio per l’ambiente in generale e in particolare per l’uomo.

L'inquinamento dell'aria

Un primo fattore di inquinamento è rappresentato dalle grandi concentrazioni di popolazione in aree ristrette. Uno dei principali problemi per l'ecosistema urbano è l'inquinamento dell'aria, che è importante che sia pura, in quanto è indispensabile alla vita di tutti gli organismi. Ma le attività umane riversano nell'atmosfera sostanze, sotto forma di particelle o di gas, che ne alterano la composizione. Il pulviscolo, le polveri sottili e gli inquinanti gassosi, si disperdono nell'atmosfera, assumendo caratteri di grave pericolosità per gli esseri viventi. In alcuni casi ci sono stati incidenti a impianti industriali a provocare dei disastri ecologici. Una fonte di inquinamento atmosferico è il pulviscolo radioattivo, che può essere disperso nell'aria in seguito a esperimenti nucleari e a guasti o incidenti a reattori nucleari.

L'inquinamento dei mari

Il mare costituisce una grande riserva di cibo per l'umanità. Questa grande riserva è anch'essa in pericolo a causa dell’inquinamento. L’inquinamento del mare può provenire dalla terraferma, per mezzo dei corsi d'acqua che trascinano e scaricano i rifiuti fognari e quelli derivanti dall'agricoltura e dall'industria. Tra stanze più pericolose c’è il mercurio, usato sia in agricoltura sia nell'industria. La catena alimentare formata dai piccoli crostacei che mangiano le alghe, dai pesci piccoli che mangiano i piccoli crostacei e sono a loro volta mangiati da pesci sempre più grandi, fino all’uomo che si nutre del pesce, determina negli ultimi anelli della catena alimentare una concentrazione di quelle sostanze, come il mercurio, che l'organismo non in grado eliminare. La continua immissione di rifiuti nelle acque marine rende problematico l’utilizzo del pesce per l’alimentazione. L'inquinamento dei mari può provenire anche dallo stesso ambiente marino, in seguito alla rottura di pozzi petroliferi sottomarini, a incidenti alle petroliere e allo scarico di acque inquinate.

Il problema dei rifiuti

Nelle società primitive tutti gli scarti e i residui prodotti dagli uomini e dagli animali, rappresentavano un anello della catena alimentare ed erano completamente riciclati, cioè reimmessi nel ciclo della materia. Con le concentrazioni urbane e poi con l’avvento delle industrie e della civiltà e dei consumi non soltanto aumentò moltissimo la quantità di rifiuti prodotti, ma molti di essi divennero non riciclabili. Soltanto una parte di tali sostanze è biodegradabile, cioè può essere attaccata dai microrganismi presenti nel terreno, che le trasformano in sostanze minerali, facendole rientrare nel ciclo della materia, mentre una porzione consistente non può essere distrutta con processi naturali. Da qui nasce il problema di una quantità sempre crescente di rifiuti. Tutti i paesi sono ormai concordi nel considerare quello dei rifiuti come uno dei principali problemi ambientali, che occorre affrontare seriamente se non si vuole compromettere definitivamente il nostro habitat.
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