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La storia dell'inquinamento ambientale


Nel luglio del 1976 da un complesso industriale di Seveso, a pochi chilometri da Milano, si diffuse una velenosa nuvola di diossina, una sostanza molto tossica capace di provocare gravi danni alla popolazione e di danneggiare il suolo, impedendone la coltivazione. Nel marzo del 1978, durante una burrasca, la superpetroliera Amoco Cadiz andò a incagliarsi in vicinanza delle coste francesi della Bretagna. Nell'urto si dispersero in mare decine di migliaia di tonnellate di petrolio che provocarono la morte di migliaia di uccelli e inquinarono decine di chilometri di spiaggia formando una gigantesca macchia d'olio. Nel dicembre del 1984 a Bhopal, in India, da uno stabilimento industriale fuoriuscì una tremenda nube di isocianato di metile, sostanza usata per la produzione di pesticidi. Questo gas causò la morte di oltre 2.500 persone e provocò danni a decine di migliaia di altri uomini, donne e bambini; esso uccise pure migliaia di animali. Nell'aprile del 1986 si verificò un grave incidente nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. Da un reattore nucleare (che è l'apparecchio che serve per produrre energia atomica) si sprigionò una nube radioattiva che uccise decine di persone e che provocò l'evacuazione di migliaia di persone da una vasta zona. I danni causati all'ambiente furono così profondi che sono visibili ancora oggi. Purtroppo il danno non si limitò alla zona circostante Chernobyl, perché l'enorme nube, disperdendosi nell'atmosfera, raggiunse in poco tempo altre nazioni europee. Per questo fatto anche in Italia la popolazione fu esortata a non consumare latte e verdure che potevano essere contaminati dalla radioattività. Visti i gravissimi danni all'ambiente e alle persone, provocati da quest'ultimo incidente, nel 1990 gli italiani si espressero contro l'installazione di centrali nucleari nel nostro Paese attraverso un referendum. Nel marzo del 1989 un'altra superpetroliera s'incagliò in uno stretto dell'Alaska: dalle falle prodottesi nella nave uscirono milioni di litri di petrolio che inquinarono circa 1.600 chilometri di costa in una zona della terra che vantava acque incontaminate e una florida presenza di molte varietà di animali perché ospitava diversi parchi naturali. Nel settembre 1999, a Tokaimura — cittadina a un centinaio di chilometri da Tokyo — e nella Corea del Sud si sono verificati due incidenti, di entità diversa, in due centrali nucleari: si è innescata una reazione a catena nel ciclo di produzione del combustibile. Ciò dimostra che non solo le centrali, ma anche l'intero percorso di produzione e trasformazione dei combustibili — dalla miniera all'arricchimento, dalla produzione di energia al riciclaggio — è pieno di punti deboli, di possibili cause di incidente.
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