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Sottosviluppo

Per parlare di sottosviluppo bisogna prima definire il significato di sviluppo, Lo sviluppo è la capacità di una società di soddisfare i bisogni primari della popolazione e di permettere a quest'ultima di accrescere il proprio benessere. Il mondo può essere diviso in due parti da una linea immaginaria che separa i paesi sviluppati, che si trovano nel nord del mondo e quelli sottosviluppati, che si trovano nel sud del mondo.
Le cause del sottosviluppo possono essere interne ed esterne:
le cause esterne: sono il colonialismo o colonialismo politico, che inizia nel XV secolo, dove gli stati europei fondarono in Africa, America Latina ed in Asia delle colonie. Da le quelli ottenevano materie prime. Il colonialismo ha fine dopo la 2° Guerra Mondiale, ancora oggi i paesi colonizzati hanno enormi difficolta a riprendersi.

Oggi i paesi colonizzati hanno ottenuto l’indipendenza politica ma non economica e viene chiamato neocolonialismo. Oggi il neocolonialismo si manifesta con le multinazionali, che collocano nei paesi sottosviluppati i loro stabilimenti di produzione, impedendo così un reale sviluppo economico di questi paesi; le multinazionali inoltre sono interessate a far sì che i paesi poveri restino poveri, perché in questo modo esse possono pagare poco la manodopera locale e abbassare i costi di produzione delle loro merci.
Un esempio e quello del brasile dove le multinazionali stanno abbattendo le piante della foresta amazzonica per esportare il legno in tutto il mondo.
Negli ultimi decenni la popolazione dei paesi sottosviluppati sta aumentando drasticamente perché le coppie fanno molti figli in modo da avere più aiuto ed in modo che i figli si pendino cura dei loro genitori in età anziana.
Le cause interne sono: la mancanza di strutture sanitarie e di vie di comunicazione, la scarsa disponibilità di cibo ed acqua e le guerre civili, tribali e religiose.
Ci sono due tipi di paesi sviluppati, quelli con risorse e quelli senza. I primi hanno le materie prime e possono avere uno sviluppo economico. Invece quelli senza risorse e senza capitali non hanno possibilità di uno sviluppo autonomo ed indipendente e si devono affidare a paesi esterni.
per avere un quadro più preciso del grado di sviluppo nel 1990 l’ ONU ha introdotto l ISU, l’indice di sviluppo umano che e basato su diversi fattori: la speranza di vita alla nascita, al reddito pro capite ed al tasso di alfabetizzazione. Insieme all’ISU e stato introdotto IPU, l indice di povertà umana che indica quanto manca ad un paese per raggiungere un adeguato sviluppo.
Oggi sono molte le Organizzazioni non governative, ovvero associazioni non finalizzate al guadagno e indipendenti da stati e governi, che si adoperano per aiutare le popolazioni degli stati più poveri; tra queste ci sono la Croce Rossa Internazionale, Medici senza frontiere, Emergency, i cui volontari cercano di portare assistenza medica e chirurgica anche nelle zone afflitte da guerre; Amnesty International, che invece opera nell’ambito della difesa dei diritti umani; il WWF e Greenpeace, che si occupano di promuovere la salvaguardia dell’ambiente, ecc.
Molte ONG si preoccupano di fornire un’istruzione o di insegnare un lavoro ai giovani. In generale le ONG cercano di favorire lo sviluppo di piccole attività, in modo da rendere gli abitanti dei paesi sottosviluppati sempre più autonomi. Gli stati ricchi invece spesso inviano aiuti umanitari (soldi, beni alimentari, ecc.) ai paesi poveri.

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