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Italia – Rischio sismico
L’Italia è l’intera zona del Mediterraneo rappresentano un’area ad alto rischio sismico (dal greco seismos = scossa), cioè una zona dove si manifestano molti terremoti, dovuti principalmente alla pressione della zolla africana contro quella euroasiatica.
La linea dove si verificano i terremoti più intensi passa per il Nord Africa, taglia la Sicilia, risale la penisola, si dirige a est in Veneto e in Friuli, ridiscende lungo la zona balcanica e termina in Turchia. Tutto lo stivale, quindi, è interessato in vario modo da movimenti tellurici (dal latino tèllus = terreno), e solo la Sardegna non registra terremoti di rilievo. Terremoti molto intensi che hanno interessato la nostra penisola si sono registrati nel 1980, con epicentro (cioè il punto sulla superficie terrestre da cui si propagano le scosse) in Irpinia, e nel 2009, con epicentro in Abruzzo.
Prevedere un terremoto non è possibile: esistono pero le carte del rischio sismico, che indicano le zone nelle quali è più probabile che si possa verificare un terremoto.
Le scosse si misurano in gradi, secondo due scale che prendono il nome dagli studiosi che le hanno ideate: la scala Mercalli, che è una scala relativa, e si basa cioè sugli effetti del terremoto, e la scala Richter, che invece è una scala assoluta, perché si basa sull’intensità della scossa, detta magnitudine.
Oltre ai terremoti, testimoniano un’intensa attività del sottosuolo i fenomeni vulcanici, con eruzioni che spingono in superficie il magma presente all’interno della Terra, e i fenomeni geotermici, con emissione di vapore acqueo ad altissima temperatura.
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