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Dalla pianura al mare: le foci fluviali


Quando il fiume arriva al mare, si possono produrre due tipi di foce, rispettivamente costituiti da estuario e delta. Nel caso dell'estuario, in prossimità della foce le rive del fiume si ampliano, formando una specie di imbuto. Le acque del mare, spinte dalle onde e dalle correnti possono penetrare nel fiume per un tratto più o meno lungo. Nel caso del delta, la foce del fiume è formata da una distesa pianeggiante, che si protende sul mare, entro la quale le acque dolci si inoltrano, talora con un percorso serpeggiante tra cumuli di sabbia e stagni costieri. L'esempio principale è costituito dalla foce del Po,uno dei delta fluviali più estesi del Mediterraneo.


Andando verso il mare

Seguendo il percorso dell'acqua, dalle montagne ci siamo spostati alla collina e alle pianure. Dove ci stiamo dirigendo? Ora stiamo arrivando alle coste e al mare, dove l'acqua dolce, trasportata dai fiumi, confluisce in quella salina. Quando il fiume arriva al mare, si possono produrre due paesaggi.

Foce a estuario

Il primo paesaggio è quello dell'estuario. In questo caso, in prossimità della costa le rive del fiume si allargano, formando una specie di imbuto.

Foce a delta

Più frequente è il secondo paesaggio. costituito dal delta. In questo caso la foce del fiume è formata da una distesa pianeggiante, grosso modo a forma di triangolo, che si protende sul mare, entro la quale le acque dolci si inoltrano, talora con un percorso serpeggiante tra cumuli di sabbia e stagni costieri. L'esempio più imponente sul territorio italiano è il delta del Po. In prossimità della costa anche i rami si suddividono sicché le acque del Po sfociano in mare attraverso quattordici bocche.
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