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Le nevi perenni


Il paesaggio tipico delle catene occidentali particolarmente elevate è
quello dei nevai, cioè delle nevi perenni, e dei ghiacciai. Perché questo paesaggio si formi devono ricorrere due condizioni:
- lungo l’intero arco dell’anno la temperatura deve essere tanto bassa
da consentire abbondanti nevicate;
- il calore del sole non deve far sciogliere più neve di quanta ne cada suolo. Il limite delle nevi perenni è quindi la quota al di sopra della quale la neve non si scioglie mai.
Le Alpi occidentali più delle altre garantiscono queste due condizioni, sia per la maggior altitudine dei massicci montuosi, sia per la maggior frequenza delle precipitazioni. Per questa ragione vi troviamo la maggior parte dei ghiacciai alpini. Anche se noi non ce ne accorgiamo, il ghiacciaio è in lento movimento. Per effetto della forza di gravità e per il fatto che la massa di ghiaccio è solo appoggiata al terreno ma non fissata, essa tende a scivolare dal monte alla valle. In questa lenta discesa il ghiacciaio si comporta come un foglio di carta vetrata su una superficie di legno: se a sfregare nello stesso punto, piano piano formerai un solco. Da questa millenaria azione di erosione sono nate molte delle nostre valli. Ma il movimento del ghiacciaio non è uniforme. Alcune sue parti, infatti, possono essere ostacolate da rocce o altre asperità, mentre il resto del continua a scendere. Per questa ragione accade che una parte del ghiaccio si stacchi dalle altre provocando fenditure larghe anche diversi metri. Queste fenditure, una volta ricoperte dalla neve fresca, sono
i difficilmente individuabili. Si tratta dei temibili crepacci in cui ogni anno incappano scalatori ed escursionisti con grave rischio della vita.
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