Concetti Chiave
- La corrente elettrica in un circuito esce dal polo positivo della pila, attraversa resistenze come lampadine e torna al polo negativo, richiedendo un circuito chiuso per il flusso delle cariche.
- La prima legge di Ohm stabilisce che l'intensità della corrente è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale, con la resistenza come costante di proporzionalità.
- La seconda legge di Ohm descrive che la resistenza di un filo conduttore dipende dalla sua lunghezza, dall'area della sezione e dalla resistività del materiale.
- La potenza elettrica di un apparecchio è calcolata come il prodotto della tensione e dell'intensità della corrente, espressa con la formula P = VI e misurata in kilowatt (kW).
- I resistori in serie hanno una resistenza equivalente data dalla somma delle singole resistenze, mentre in parallelo, il reciproco della resistenza equivalente è la somma dei reciproci delle singole resistenze.
In un circuito elettrico la pila fa si che una corrente elettrica esca dal suo polo positivo, attraversi le varie resistenze (ad esempio una lampadina) e rientri nel suo polo negativo. Il circuito elettrico deve essere necessariamente chiuso affinchè le cariche elettriche possano tornare, attraversano il circuito, al polo negativo della pila.
La prima legge di Ohm. Per un filo metallico a temperatura costante, l'intensità della corrente elettrica che lo percorre è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale applicato ai suoi estremi, cioè raddoppiando, triplicando, ecc. la tensione, raddoppia, triplica, ecc. anche l'intensità della corrente che percorre il circuito. Quindi il rapporto fra la tensione e l'intensità della corrente è costante e questa costante viene chiamata resistenza.
La seconda legge di Ohm.
A temperatura costante, la resistenza di un filo conduttore di un determinato materiale è direttamente proporzionale alla sua lunghezza e inversamente proporzionale all'area della sua sezione, cioè la resistenza di un filo conduttore dipende dalla sua lunghezza dalla sua sezione e dalla resistenza innata del materiale di cui è fatto (resistività).
La potenza elettrica. Espressioni come "lampadina da 60W" o "aspirapolvere da 800W" indicano la potenza elettrica consumata dall'apparecchio a cui si riferiscono. La potenza è sempre accoppiata alla tensione, da cui dipende.
La potenza, la tensione e l'intensità della corrente sono legate da una semplice relazione:
Se tale lavoro è compiuto in un intervallo di tempo, la potenza che il circuito assorbe dal generatore è data da
Resistori in serie. In un circuito, quando i resistori sono posti una di seguito all'altro, vengono detti in serie. Come si vede nella figura, la corrente che percorre R1 deve percorrere anche R2 e R3. E' abbastanza facile da prevedere che più resistori in serie si comportino come un unico resistore la cui resistenza sia data dalla somma delle singole resistenze. Visto che la corrente si muove dal punto con potenziale più alto a quello con potenziale più basso, questa passerà prima per R1, poi per R2 e poi per R3. Per cui passato ogni resistore la tensione si abbasserà progressivamente. Dunque secondo la legge di Ohm:
Sommando membro a membro queste equazioni si ha:
cioè la resistenza equivalente
I tre resistori in serie, le cui rispettive resistenze sono R1, R2 e R3, equivalgono a un unico resistore la cui resistenza equivalente è
Tra gli estremi A e B dei tre resistori vi è la stessa differenza di potenziale V. L'intensità I della corrente che giunge in A si divide nei tre resistori R1, R2, R3 e avrà in questi rispettivamente intensità I1, I2, I3, tali che la loro somma sia pari a I; si ha cioè:
e quindi risolvendo:
La corrente di intensità I che giunge all'estremo A dei tre resistori collegati in parallelo si divide in tre correnti di intensità I1, I2, I3, tali che I = I1 + I2 + I3.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale che regola il funzionamento di un circuito elettrico?
- Come si esprime la prima legge di Ohm e quale relazione stabilisce?
- Qual è la relazione tra resistenza, lunghezza e area di sezione di un filo conduttore secondo la seconda legge di Ohm?
- Come si calcola la potenza elettrica in un circuito e quali unità di misura vengono utilizzate?
- Qual è la differenza tra resistori in serie e in parallelo in un circuito elettrico?
Un circuito elettrico funziona grazie alla corrente elettrica che esce dal polo positivo della pila, attraversa le resistenze e ritorna al polo negativo, richiedendo un circuito chiuso per il corretto flusso delle cariche elettriche.
La prima legge di Ohm stabilisce che l'intensità della corrente è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale applicata, con la resistenza che rappresenta il rapporto costante tra tensione e corrente: \( R = \frac{U}{I} \).
La seconda legge di Ohm afferma che la resistenza di un filo conduttore è direttamente proporzionale alla sua lunghezza e inversamente proporzionale all'area della sua sezione: \( R = \frac{\rho l}{S} \).
La potenza elettrica si calcola con la formula \( P = VI \) e viene espressa in Watt (W) o Kilowatt (kW), mentre il lavoro è misurato in Kilowattora (kWh).
Nei resistori in serie, la resistenza totale è la somma delle singole resistenze, mentre nei resistori in parallelo, la resistenza equivalente è data dalla somma dei reciproci delle singole resistenze: \( \frac{1}{R_{eq}} = \frac{1}{R1} + \frac{1}{R2} + \frac{1}{R3} \).